Sulle multe serve coraggio in Aula
Un emendamento leghista vuole sospendere le sanzioni per i non vaccinati. Se parte di Fi si opporrà, può arrivare l’aiuto grillino. Orazio Schillaci: «Riscuoterle costerebbe più dei ricavi».
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Un emendamento leghista vuole sospendere le sanzioni per i non vaccinati. Se parte di Fi si opporrà, può arrivare l’aiuto grillino. Orazio Schillaci: «Riscuoterle costerebbe più dei ricavi».
La nota stampa della Consulta parla di obbligo vaccinale lecito perché introdotto «in periodo pandemico». In altri periodi non lo sarebbe stato? Se così fosse, si legittimerebbe uno «stato d’emergenza» non previsto.
L’ex ministro approfitta dell’incredibile pronunciamento della Consulta per assolvere sé stesso: «L’obbligo era l’unica via». Però in Europa nessun altro l’ha imposto. E i dati sanitari di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sono stati migliori dei nostri.
Che una Corte sbilanciata a sinistra tuteli l’iniezione coatta non stupisce. Ma perché fingere ancora sia un organo imparziale?
Slitta la sentenza della Consulta sull’obbligo di vaccinazione. I difensori dello Stato invocano la «solidarietà», mentre la presidente Silvana Sciarra nega i conflitti d’interessi dell’ex consigliere di Draghi e dell’ex portavoce della Corte, dopo l’editoriale a sostegno della legge.
Un giudice dell’Aquila condanna un’azienda per aver sospeso una dipendente che aveva rifiutato le dosi. «I farmaci disponibili non bloccano il contagio, imporli ai lavoratori è contrario alla nostra Costituzione».
L’esperto Alberto Donzelli: «Nei vaccinati, il quintuplo di reazioni di “interesse speciale”. Eppure l’Iss sostiene di non avere questi numeri».
Grandi manovre per condizionare la sentenza di domani: Sergio Abrignani aveva giurato che la terza dose proteggeva per anni e ora vuole smontare presunte «balle» altrui. Interviene (mentendo) persino l’ex portavoce dei giudici.
Per il legale di uno dei ricorsi, i farmaci sono «imperfetti» e il loro uso integra un reato. Tra i magistrati figura anche Marco D’Alberti, ex consigliere giuridico di Draghi, che impose le punture coatte.
Il giurista Carlo Iannello: «Mercoledì i giudici esamineranno l’ordinanza siciliana, secondo cui le iniezioni sono un beneficio per la società perché riducono i ricoveri. Con questa logica, però, diviene lecito imporre qualsiasi farmaco».
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