La scienza del suono ambisce al perfetto. La bellezza è altrove
La tecnologia ormai consente correttivi persino su singole note. Ma io ho sentito i grandi dal vivo: l'intensità espressiva è solo lì.
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La tecnologia ormai consente correttivi persino su singole note. Ma io ho sentito i grandi dal vivo: l'intensità espressiva è solo lì.
David Ojstrach, Jascha Heifetz, Isaac Stern e Yehudi Menuhin sono stati i miei maestri. Ascoltarli suonare dal vivo significava assistere a un miracolo.
In tournée in Giappone, fui invitato a suonare con la moglie di Akihito. Alla fine mi congratulai: «Complimenti, maestà».
In tournée in Giappone, fui invitato a suonare con la moglie di Akihito. Alla fine mi congratulai: «Complimenti, maestà».
Il maestro ed ex ministro della Cultura venezuelano riscattò migliaia di giovani delle favelas con l'insegnamento delle composizioni classiche, dimostrando che investire sull'arte è una via per lo sviluppo. L'avevano già intuito i gesuiti che civilizzarono il Sud America.
Tullio Macoggi era un musicista fantastico sempre in vena di scherzi e follie. Una volta nel pieno d'un concerto mancò la luce: lui suonò con una torcia in bocca. E durante una tournée si mise a provocare un grosso animale.
Il maestro scrisse il suo capolavoro finale quasi in contemporanea con la conclusione della relazione con la sua musa Nadezda von Meck. «È sconcertante come sia intrisa di un'atmosfera da requiem», scriveva al nipote. E di lì a pochi giorni…
Nel 1818 Beethoven divenne completamente sordo, ma ciò non gli impedì di realizzare capolavori di suoni senza tempo.
Uno dei più grandi violinisti del mondo contro il politicamente corretto: «Salvini mi piace, esprime idee forti. Errore della destra lasciare la cultura nelle mani della sinistra. Il governo? Fa il contrario di quel che dice».
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