Soldati in fila indiana a caccia di mine
Dopo aver bonificato tutti i palazzi di Bucha, i militari ucraini si addentrano nel bosco. Il primo senza metal detector procede a istinto. Gli altri mettono i piedi sulle sue tracce.
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Dopo aver bonificato tutti i palazzi di Bucha, i militari ucraini si addentrano nel bosco. Il primo senza metal detector procede a istinto. Gli altri mettono i piedi sulle sue tracce.
Washington non sembra apprezzare gli sforzi in direzione di una cessazione delle ostilità in Ucraina. E non è solo per motivi economici: contro Vladimir Putin ci sono ragioni ideologiche ben precise.
Il risultato rotondo delle votazioni ungheresi non piace ai democratici di casa nostra: il leader magiaro non è allineato e scattano accuse di brogli e leggi scritte su misura. Fa ridere che arrivino da un partito che governa da anni…
Il leader ucraino a Bucha: «Russi macellai». Però ammette che i negoziati devono proseguire. Joe Biden chiede un processo per crimini di guerra e l’invio di più armi. Da Mosca restrizioni ai visti dei cittadini di Paesi ostili.
Bruxelles studia l’embargo energetico. Tedeschi e austriaci contrari: «Danneggia pure noi». Dalla Farnesina nessun veto.
I fatti di Bucha (che andrebbero accertati da un’indagine internazionale) pretesto per alzare sempre più toni e asticella. Sebbene lo stesso Volodymyr Zelensky ammetta che bisogna continuare a trattare, siamo su un piano inclinato che conduce dritto alla terza guerra…
Ecco #LaVeritaAlleSette del 4 aprile 2022 con Stefano Graziosi.
Francesco bacchetta Vladimir Putin senza nominarlo: «Fomenta conflitti». Il leader del Paese invaso rilancia il patto con i garanti, ma non cita l’Italia. Gelo dai cinesi: «Biden ci assicuri che la Nato non si sposterà più a Oriente».
Nella capitale ucraina poche giovani offrono spensieratezza ai militari da 40 giorni in trincea. «Le altre se ne fregano. Sono andate a lavorare in Ungheria, Polonia o Italia».
Gli invasi: «Liberata l’intera regione di Kiev». Il sindaco di Bucha denuncia: «Cadaveri di civili per strada e orrore sotto terra». Stallo in Transnistria, Mosca vuole evitare nuove Belgorod.
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