La diplomazia sta girando a vuoto. In Ucraina funzionano solo le armi
Per Kiev possibile incontro Zelensky-Putin, ma dopo la grande battaglia del Donbass.
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Per Kiev possibile incontro Zelensky-Putin, ma dopo la grande battaglia del Donbass.
L’ambasciatore russo in America: «Dare armi a Kiev ci porta sulla via di un confronto militare diretto». Intanto Washington schiera missili in Slovacchia e Mosca fa esercitazioni nell’enclave europea di Kaliningrad. Visita a sorpresa di Boris Johnson a Volodymyr Zelensky.
Il mondo va verso una divisione netta: all’asse delle autocrazie si contrappone l’area delle democrazie. Ma occhio alle zone grigie: il Continente nero, così come l’India e il Sudamerica, diventeranno terre contese.
Pesano i postumi della crisi pandemica, l’inflazione e le incognite legate al conflitto. Spariranno i visitatori dalla patria di Vladimir Putin: erano quasi 2 milioni prima del Covid.
Per smarcarsi dalla dipendenza dallo zar, il premier va in tour in Algeria, Congo, Angola e Mozambico. Poi busserà anche alla porta di Nigeria e Qatar. Tutti Paesi che all’Onu si sono rifiutati di votare contro il Cremlino. Da cui…
Il Mite costretto a scollegare il sito. Roberto Baldoni: «Siamo in allerta». Gli esperti però avvisano: «Europa e Italia impreparate e divise».Kiev denuncia: «Cadaveri di torturati a Makariv». Il generale Boni: «Fine ostilità il 9 maggio? Difficile».
Dopo Alessandro Orsini e Toni Capuozzo, anche il direttore di «Limes» si ritrova addosso l’etichetta di tifoso dello zar. Stessa sorte per Andrea Purgatori.
Bombardato lo scalo di Kramatorsk, 50 morti. Macabra «dedica» su un missile su cui era tracciata la scritta «per i bambini». Ma è giallo sulle responsabilità. Ursula Von der Leyen e Josep Borrell visitano Bucha.
Si stringe il cerchio attorno alle regioni orientali. E per far fronte alle ingenti perdite, il Cremlino invia i temutissimi paramilitari.
Si parla di «forni crematori mobili» utilizzati dai soldati di Vladimir Putin per cancellare le tracce dei loro crimini. Prove non ce ne sono, ma l’intento è chiaro: evocano l’Olocausto affinché ogni contromossa sia giustificata.
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