L’Occidente prepara la guerra lunga (anche alle libertà)
Jens Stoltenberg, Boris Johnson e Paolo Gentiloni sono costretti ad ammettere le difficoltà belliche. E annunciano sacrifici al nostro stile di vita.
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Jens Stoltenberg, Boris Johnson e Paolo Gentiloni sono costretti ad ammettere le difficoltà belliche. E annunciano sacrifici al nostro stile di vita.
Il capo negoziatore ucraino ignora Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz e congela le trattative. Josep Borrell: «Mosca usa il grano per ricattare». Scambio di prigionieri tra le parti in lotta.
I grillini fedeli a Giuseppe Conte preparano una risoluzione per il voto di martedì in Senato. Ma la bozza anti escalation fa infuriare Luigi Di Maio: «Ci porta fuori dalla Nato e dall’Ue». Sergej Razov ne approfitta: «Non tutti condividono…
La crisi del grano spinge ancora più gente a fuggire dall’Africa e a riversarsi sulle nostre coste. Se non si fermano i combattimenti, la situazione peggiorerà. E la polizia avverte: «Il foglio di via è un lasciapassare».
Al Forum di San Pietroburgo lo zar sfida l’Occidente: «Sanzioni senza precedenti che colpiscono chi le applica». E in particolare l’Ue: «Ha perso la sovranità». Ad ascoltarlo Cuba, i Talebani, ma anche le italiane Camera di commercio e Confindustria Russia.
Parigi: «Se si vuol schiacciare Mosca non c’è pace». Il Cremlino applaude, Berlino si allinea. Londra invece dà man forte a Volodymyr Zelensky. Ursula von der Leyen: sì all’Ucraina nell’Ue. Ma Bruxelles dice: «Iter lungo e doloroso».
Siamo appena dopo metà giugno e già l’Italia inizia a soffrire. La guerra ancora c’entra: i minori flussi di gas toccano gli stock.
Per il tanto invocato ingresso futuro dell’Ucraina nella Ue c’è un conto salato da pagare. Che si aggiunge alla parcella delle sanzioni e alla costosa ritorsione russa sul gas: forniture tagliate e prezzo raddoppiato. Mentre il governo «scopre» i pozzi…
Da più parti, sulla scena internazionale, si invoca una ripresa delle trattative. Il leader transalpino: «A un certo punto Kiev dovrà negoziare». Xi Jinping telefona a Vladimir Putin e spinge per una «soluzione responsabile», pur ribadendo l’alleanza con Mosca.Mario Draghi,…
Nello stabilimento chimico di Severodonetsk stesso scenario visto ad Azovstal: la città è tutta in mani russe, resiste il nucleo asserragliato nella fabbrica. Dmitry Medvedev minaccia: «Tra due anni ci sarà ancora l’Ucraina?».Accordo con Israele ed Egitto sul gas. Tel…
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