Armi, Zelensky «sotto tutela» Usa
Il Congresso preme sulla Casa Bianca per affidare a un coordinatore il dossier bombe. Una stretta su invio e distribuzione in loco che puzza di «commissariamento» per Kiev.
Il Congresso preme sulla Casa Bianca per affidare a un coordinatore il dossier bombe. Una stretta su invio e distribuzione in loco che puzza di «commissariamento» per Kiev.
Negli ultimi anni, gli States hanno investito 5,6 miliardi di dollari nella causa ucraina: in California oggi c’è il centro di collegamento con l’esercito della resistenza. Arrivano i foreign fighters: 10.000 in campo.
Spedire a Kiev armi e denaro, ammassare truppe in Europa orientale e sbarrare le acque a Mosca, anziché spegnere l’incendio, lo farà divampare. Presto, il caos potrebbe estendersi all’Asia. Con esiti imprevedibili.
Pioggia di missili sulla capitale assediata. Arrivano pure i ceceni. Parole durissime di Vladimir Putin dopo le prime trattative per un summit.
Deliberati dal Cdm tre mesi per interventi della protezione civile italiana all’estero e relativi finanziamenti. Secondo l’Onu potrebbero essere 4 milioni le persone in fuga.
Washington insiste sull’importanza dell’Ucraina per evitare una connessione diretta tra l’Orso e la Germania, che ha stretto troppo i rapporti con il Cremlino, e impedire a Bruxelles di sviluppare un’autonomia strategica.
Spediti sistemi antiaereo Stinger e 180 tonnellate di munizioni. Telefonata fra Joe Biden e Volodymir Zelensky. Tocca ora all’ambigua Germania tentare la mediazione: oggi Scholz a Kiev.
È stato lo stesso ex vicepresidente degli Stati Uniti, mesi fa, durante un evento del Council on Foreign Relations, a rendere noto che nel marzo del 2016 aveva esercitato forti pressioni sull'allora presidente ucraino, Petro Poroshenko. Ora tutti si scandalizzano…
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