La Russia vince sui media. Ma nei fatti è Trump che ora conduce le danze
Lo zar esce dal vertice in Alaska con un importante trionfo simbolico. Su molti tavoli, tuttavia, Mosca arranca. E Washington ne approfitta, portandola verso Yalta 2.0.
Pagina 2
Lo zar esce dal vertice in Alaska con un importante trionfo simbolico. Su molti tavoli, tuttavia, Mosca arranca. E Washington ne approfitta, portandola verso Yalta 2.0.
Vertice a Ferragosto nello Stato Usa più vicino alla Russia. Il Cremlino: «Il prossimo da noi». Secondo fonti lo zar chiederà Donbass e Crimea. Giallo Witkoff: avrebbe sbagliato ad annunciare lo «scambio» di regioni.
Alla fine della prossima settimana è previsto il summit per definire il cessate il fuoco. Tra i Paesi sondati per ospitare i due leader anche l’Italia, ma il Cremlino snobba l’Europa: in pole ci sono gli Emirati arabi.
Pechino fa pressione su Gerusalemme: «No all’uso della forza, torni la diplomazia». Antonio Tajani: «Superata la linea rossa sull’atomica da parte degli ayatollah». Papa Leone XIV: «Faccio appello alla ragione».
Il capo del Cremlino: «Tregua solo con accordi appropriati». Il tycoon incalza: «Subito i negoziati tra Mosca e Kiev, il Vaticano si è già detto pronto a ospitarli». Poi aggiunge: «Colloquio eccellente. Ho informato Zelensky, Meloni e altri leader europei».
Bruxelles mira a indottrinare i giovani usando l’agenzia anti bufale. Kallas rivendica il metodo della paura e ricatta Madrid: «Ha avuto tanti aiuti col Covid, sostenga il riarmo». La stampa italiana denigra i pacifisti.Mosca: «Proposte americane inaccettabili». Pechino: «Tra noi…
Il presidente americano è «arrabbiato» con lo zar (ma presto lo chiamerà). E pensa al terzo mandato.
In Europa si cerca di ridimensionare l’intesa tra Trump e Putin. Eppure Washington sta ottenendo ciò che voleva: staccare Mosca da Pechino e ridisegnare il Medio Oriente.
Dopo il colloquio di martedì con Putin, il tycoon ha telefonato ieri al leader ucraino. E ha proposto di porre i suoi impianti atomici sotto il controllo degli Usa. Già effettuato uno scambio di 372 prigionieri. Domenica ripartono i negoziati…
Volodymyr Zelensky vicino alla firma dell’intesa con gli Usa per lo sfruttamento dei minerali ucraini. L’Europa insiste: «Serve la forza». Ma intanto sull’ingresso di Kiev nell’Unione la presidenza di turno polacca frena.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.