L’Onu tifa gender: «Misurare alle atlete il testosterone viola i diritti umani»
Le Nazioni Unite criticano la Federazione sul caso Caster Semenya, la sudafricana che infrange record grazie al fisico mascolino.
Le Nazioni Unite criticano la Federazione sul caso Caster Semenya, la sudafricana che infrange record grazie al fisico mascolino.
La cinese Yang Liu asfaltata da pugni e arbitraggio sfavorevole. Spuntano altre carte che alimentano i dubbi sulle due pugili iperandrogine.
La taiwanese Lin Yu Ting, anche lei esclusa dai mondiali, batte ai punti la Kamenova. La boxer bulgara le dà la mano ma poi fa il segno del cromosoma al pubblico. È ormai un’escalation di proteste che non si fermerà.
La ricerca: abbassare il testosterone prima delle gare non toglie i vantaggi. Ma il Comitato olimpico insiste: «No ai test del Dna».
Chi cavalca la tesi del complotto russo evita di affrontare l’evidente problema dei corpi androgini nelle gare rosa. Sono le stesse sportive a chiedere nuovi esami.
Nuove regole dalla Federazione italiana d’atletica: testosterone basso e nessuna pubertà maschile dai 12 anni per gareggiare. Ma il cambio di rotta è mondiale per evitare casi (e polemiche) come quello di Caster Semenya.
In Europa ne soffre una su tre. Dalle ricerche emerge come gli ormoni giochino un ruolo fondamentale: nei maschi il testosterone fa da analgesico, nelle femmine gli estrogeni attivano il sistema nervoso. I farmaci dovranno tenere conto delle differenze tra…
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