Sui giovani la terza dose fa cilecca
Nonostante i proclami, nella fascia 12-39 anni il booster non abbatte l’ospedalizzazione rispetto a chi ha fatto 2 punture. E fa addirittura «salire» i ricoveri in terapia intensiva.
Nonostante i proclami, nella fascia 12-39 anni il booster non abbatte l’ospedalizzazione rispetto a chi ha fatto 2 punture. E fa addirittura «salire» i ricoveri in terapia intensiva.
La carenza di posti letto fu uno dei pretesti addotti per giustificare le restrizioni e per alimentare la retorica sul vaccino sola salvezza. «Mai più, corriamo ai ripari», avevano giurato tutti. Però il bilancio è impietoso.
La Fiaso lancia l’allarme sui renitenti. Eppure, i dati mostrano la scarsa protezione della quarta dose. Per uscire dal cortocircuito, si punti su terapie precoci e antivirali.
Giorgio Scuotto, 81 anni, malato di Covid, perse la vita in ospedale nel marzo 2020. I figli accusano i medici: «Preferirono salvare un altro». Ma la Procura chiede di archiviare.
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