Lode a «The Sandman» una pecora nera tra i fumetti buonisti
Grazie all’adattamento Netflix, rivive l’opera di Neil Gaiman. Una fuga dalla «cancel culture» nelle pieghe dei sogni.
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Grazie all’adattamento Netflix, rivive l’opera di Neil Gaiman. Una fuga dalla «cancel culture» nelle pieghe dei sogni.
A vent’anni dal suo capolavoro, David Simon è tornato a Baltimora. E, questa volta, ha deciso di raccontare una storia vera.
L’editore che ha realizzato un’antologia poetica con Jovanotti: «Lui è stato un cavallo di Troia, con la sua performance a Sanremo il nostro libro è tra i best seller. Basta dare ai versi un palcoscenico importante per smentire il luogo…
Cartolina per Andrea Romano, deputato Pd e membro della commissione di vigilanza Rai, sul caso di Alessandro Orsini.
Il cantautore napoletano: «La provvisorietà ha cambiato tutti, siamo malati nei sentimenti. Dovremmo essere uniti, insegnare l’educazione civica a scuola, recuperare il rispetto delle parole, del padre e della madre».
La serie sudcoreana da record di Netflix viene letta come metafora del peggior turbo-capitalismo. In realtà, dalla grottesca difesa di una democrazia sanguinaria ai proclami di uguaglianza «spintanea», ci sono i tratti dei regimi soft che piacciono ai media oggi.
I Greci inveivano contro gli animali, Colombo contro le caravelle, Dante fece bestemmiare le anime all'Inferno. Più di recente, ingiuriare l'Altissimo è costato guai a tanti: da Benigni a Mastelloni, da Ceccherini fino a Lippi.
Reliquie del nostro trapassato catodico, dovevano conoscere le lingue, avere pronuncia impeccabile e condotta irreprensibile.
Il conduttore fa la vittima in un'intervista con il Fatto Quotidiano, poiché la rete ha disposto dei tagli per superare la crisi del Covid-19, e manda messaggi alla tv di Stato: «Se non mi vogliono, lo dicano».
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