Malattia uguale colpa. E in tv glorificano i redenti del vaccino
I no vax «pentiti» vengono esibiti come peccatori che hanno ritrovato la virtù. Gli altri invece meritano il Covid: una bestialità.
I no vax «pentiti» vengono esibiti come peccatori che hanno ritrovato la virtù. Gli altri invece meritano il Covid: una bestialità.
Lo storico dirigente Rai, Mario Maffucci: «Sarà una sfida per Amadeus e Fiorello, oltre che una difficoltà per i cantanti». Sulla tv italiana: «Facciamo fiction provinciale, mentre i talk politici mi inquietano: sembra propaganda».
Il tambureggiamento giallorosso, con annessa campagna della paura, è una costante dell'informazione del telegiornalone che va dritto sull'indottrinamento. Viviamo nell'incubo dell'imminente «bomba virale». Ma premier e Grete varie ci salveranno.
La battaglia in Viale Mazzini si gioca tutta a sinistra tra Pd e grillini. Le grandi manovre, in un'azienda rimasta sostanzialmente renziana, sono iniziate. Nel mirino soprattutto il Tg1 (bassi ascolti) e la direttrice della prima rete. E nascono alleanze…
Cantante, attrice, doppiatrice. Le svolte di Serena Autieri, l'artista più versatile d'Italia: «Sul palco davanti a Wojtyla rimasi senza voce per l'emozione. La prova di maturità è stata esibirmi con Ranieri nella mia Napoli».
L'imprenditrice: «L'emittente di Stato privilegi il sovranismo televisivo: persino la globalizzata Netflix ci chiede programmi sulle realtà locali. Fazio? Se c'è Giuli, giusto ci sia pure lui. La Maglie? Dovevano darle la striscia».
L'autore tv, regista e drammaturgo Pier Francesco Pingitore: «Facevano la fila per esserci. Eppure la Rai dei professori ci emarginò perché eravamo popolari. Siamo dei benemeriti, automaticamente di destra perché mai genuflessi a sinistra».
Il conduttore Luciano Rispoli, cacciato dalla Rai per giochi di potere, era l'alfiere del garbo sul piccolo schermo. «La morte? Non mi crea ansia, ma irritazione. La vecchiaia fa schifo».
L'ex Iena, giudice di Tú sì que vales Teo Mammucari: «Si possono creare i comici in studio o portare in televisione gente comune. Facevo la supercazzola ai politici, con quelli al governo adesso non lo ripeterei: sono diversi».
Il furbetto del quartiere (televisivo), un tempo sempre pronto a fingersi ostracizzato, ora che non è più in Rai ha l’aria di chi è in esilio (auto imposto). Odia essere definito «buonista», ma c’è un rimedio: basterebbe, una volta tanto,…
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