Italia prima in Europa per vittime, eppure il governo e i tecnici fanno spallucce
Gianni Rezza e Silvio Brusaferro minimizzano il report Oms, Roberto Speranza tace. Ma l'assenza di un piano pandemico ci è costata 10.000 morti.
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Gianni Rezza e Silvio Brusaferro minimizzano il report Oms, Roberto Speranza tace. Ma l'assenza di un piano pandemico ci è costata 10.000 morti.
Sul via libera agli spostamenti tra Comuni sarà il caos fino all'ultimo. Mentre Giuseppe Conte illude gli italiani, Francesco Boccia e Roberto Speranza alzano le barricate. Serve un decreto legge ad hoc, ma il premier ha scaricato tutto su Camera…
Secondo l'ex direttore di un Centro, collaboratore dell'Oms, «quando se ne parlava la cosa non veniva presa seriamente».
Rileggere dieci mesi di promesse, puntualmente rimangiate, aiuta a capire chi sia l'avvocato. Che giurava: «Non ci saranno altri lockdown e nessuno verrà lasciato solo». Dopodiché ha rimesso in ginocchio il Paese.
Il ministro esalta il ruolo italiano, sbandierando un «acquisto centralizzato» inesistente: decide tutto l'Ue. Sulla sicurezza giura: «Mi fido di Ema e Aifa». È ottimista, ma torna a rimproverarci per l'estate. Che lui ha sprecato a scrivere il libro autocelebrativo.
Per tutto ciò che serve in momenti di pandemia stanziati 44 miliardi senza fare ricorso al Mes, che in futuro potrebbe imporre dolorose misure di correzione dei conti pubblici. Però da due anni non si discute di altro.
Nella Regione in preda al caos e alla ricerca di un commissario esiste tuttora un dipartimento della Salute diretto da Francesco Bevere. Da dg dell'Agenas fu licenziato bruscamente dall'attuale ministro dopo aver segnalato lo spreco di risorse pubbliche negli enti…
Nessun fondo in più, ma storni di vecchi stanziamenti. Intervento destinato a rivelarsi subito insufficiente Il Senato stronca il Dl precedente: «Manca trasparenza. Le coperture non rispondono alle norme».
La chiusura potrebbe arrivare già domani, partendo dalle grandi città. Nel nuovo dpcm probabile il divieto di oltrepassare i confini regionali. Poi tocca alla scuola. Il centrodestra respinge la cabina di regia: «Tardi».
Nel suo libro ora ritirato dagli scaffali, il ministro rivendica la propria predilezione per la linea dura. Che però non vale per chi ha violato le restrizioni il 25 aprile: «Gli antifascisti sanno quale sia il bene del nostro Paese».
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