Terrore in tv e crisi. Eppure volevano «salvare il Natale»
Il piano del governo per delle feste tranquille è stato un disastro. L’Iss, anziché trovare soluzioni, si limita ad annotare i fallimenti.
Pagina 9
Il piano del governo per delle feste tranquille è stato un disastro. L’Iss, anziché trovare soluzioni, si limita ad annotare i fallimenti.
L'ex ministro Francesco Boccia preme sul governo per una proroga fino a fine anno: «È da ipocriti non volerla». Favorevole Ricciardi, mentre per Pierpaolo Sileri il dibattito è in corso. Contrarissimi Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Lapidario Sabino Cassese: «Non…
Invece di consentire agli italiani che vogliono passare le vacanze in patria la possibilità di farlo alle stesse condizioni di chi va all'estero, un'ordinanza del ministro pone nuovi limiti a chi decide di andare oltreconfine.
Flash mob di Fdi: «La montagna merita rispetto, non Speranza». Napoli si riversa sulle strade per le ultime ore di libertà. Francesca Donato (Lega): «Lockdown anticostituzionale».
La gestione della crisi sanitaria è stata caratterizzata da inefficienze e lentezze. Un'azione di governo consunta che anziché del futuro si preoccupa dei posti a tavola.
Se subentra la disperazione, è difficile farcela. Nella società è presente un'inadeguatezza che riguarda un sistema dove la cattiva salute è legata anche a diffusa infelicità. Dovuta a questioni non solo economiche.
I giudici hanno archiviato l’ex ministro ritenendolo mero esecutore delle indicazioni degli enti internazionali. Il dem infatti scaricò il barile su di loro, eppure continua a far la parte dell’eroe e rivendicare i risultati ottenuti.
Ma quali scelte basate sulla scienza: la serrata delle aule fu imposta dal ministro benché il Cts fosse «critico». Il politico aveva potere persino sulle ospitate in tv del capo dell’Iss. Un funzionario: «Ci vogliono allineati».
L’istituto Mario Negri pubblica uno studio su «Lancet»: «Gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%». Eppure il ministero lo ha sempre negato imponendo «Tachipirina e vigile attesa» a tutti i malati.
A inizio pandemia si diceva non esistessero terapie. Poi alcuni medici hanno salvato i pazienti, rifiutando la «vigile attesa» e prescrivendo farmaci di uso comune. Hanno scritto al dicastero, che li ha ignorati. Mentre Roberto Speranza dribblava i giornalisti.
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.