La Cirinnà delusa corre per rivalsa
La senatrice arcobaleno critica il segretario e accetta di gareggiare «da gladiatore» in un «territorio inadatto». Derby nel mondo Lgbt: tappeto rosso steso solo per Alessandro Zan.
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La senatrice arcobaleno critica il segretario e accetta di gareggiare «da gladiatore» in un «territorio inadatto». Derby nel mondo Lgbt: tappeto rosso steso solo per Alessandro Zan.
Cosa racconta la drammatica direzione notturna dei dem per la composizione delle liste, tra esclusioni eccellenti, posti concessi ai capetti alleati, e la sempre meno gestibile difficoltà politica di Enrico Letta. Già iniziata la stagione congressuale?
Il tiepido Enrico si fa prendere a sberle dal Bullo dei Parioli, tutto chiacchiere e niente voti. Così Luigi Di Maio, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno alzato il prezzo. Ma l’unico punto in comune con la banda di sinistrati sono le tasse. Da #enricostaisereno a #enricostaialcapolinea.
Il segretario dem: «Ha fatto scelte a favore di libertà e sicurezza». Silenzio di tomba su discriminazioni, vigile attesa e record di morti a livello mondiale. La sinistra confessa di sognare il bis del regime sanitario.
Ma quanto sono ipocriti Enrico Letta e il suo partito? Da due giorni il segretario e i capi corrente del Pd si agitano, denunciando un assalto alla democrazia. Tutto perché Silvio Berlusconi si è permesso di dire che, nel caso…
Silvio Berlusconi dice un’ovvietà: una volta approvato il presidenzialismo, Sergio Mattarella si dovrebbe dimettere. Pd e soci ululano come se avesse ordinato l’assalto armato al Quirinale. Comico: tra chi grida più forte c’è Luigi Di Maio, che aveva invocato l’impeachment…
Il Pd tiene insieme la spending review di Carlo Cottarelli e la spesa sociale di Susanna Camusso. I riformisti alla Irene Tinagli e i super statalisti alla Giuseppe Provenzano. Emma Bonino e Sant’Egidio, senza scordarsi ultrà green e orfani del…
Braccio di ferro su candidature e liste tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Grandi discussioni sul simbolo e sul ticket Carfagna-Bonetti.
I dem lanciano la proposta perché convinti che il posto giusto per crescere i bimbi sia lo Stato nelle sue ramificazioni scolastiche. Un tentativo di indottrinamento precoce che cancella ruolo ed ambito formativo ai genitori a favore delle «agenzie educative».
Scottato da Carlo Calenda, il segretario del Partito democratico teme altri rifiuti. Ma gli ultimi sondaggi sono da incubo.
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