Il teorema non c’è. L’inchiesta poggia su intercettazioni, confessioni e denunce
Gaetano Paci, procuratore a Reggio Emilia: «Che ci sia stata assoluzione non vuol dire che venga meno l’impianto dell’intera indagine».
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Gaetano Paci, procuratore a Reggio Emilia: «Che ci sia stata assoluzione non vuol dire che venga meno l’impianto dell’intera indagine».
Nell’audit interno dell’azienda la contestazione rivolta ai vertici: hanno messo a disposizione dell’ex premier carte con segreti commerciali. Omettendo informazioni sui discussi mediatori scelti da Baffino per l’affare.La toga voleva comprare un introvabile Rolex. I guai giudiziari della dinasty Mazzotta.
Dieci anni fa la Procura di Busto Arsizio spedì i carabinieri ad arrestare il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. Le accuse nei suoi confronti erano pesanti: corruzione internazionale, concussione e peculato per presunte tangenti pagate a misteriosi…
Bimbi presi di mira in un parco di Annecy. All’uomo avevano dato asilo Italia, Svezia e Svizzera, mentre Parigi glielo aveva negato.
L’ex direttore dell’«Espresso», che pubblicò il falso scoop sul Metropol, esce indenne dalla commissione Vigilanza. «Salvini, sprovveduto o bugiardo, tace», scriveva nel 2019. Ma oggi è lui ad aver perso la parola.La presidente Soldi annuncia ben 580 milioni di debiti…
La stampa progressista ha montato una canea sulla bufala dei fondi a Matteo Salvini con l’oro nero del Cremlino, depistando però sugli affari (veri) di Massimo D’Alema e della sua combriccola in Colombia. Questo non è più giornalismo, ma manipolazione.
Con gli ex ad di Leonardo e Fincantieri, Profumo e Bono, deve rispondere di corruzione internazionale in combutta con «un gruppo criminale organizzato in più Stati». L’accusa: ha aggirato la legge per piazzare navi e aerei sfruttando agganci politici e…
«Repubblica» e «Domani» provano a difendere l’inchiesta anti Salvini, ma non spiegano il ruolo della «fonte» Gianluca Meranda.
L’allora direttore dell’«Espresso» iniziò così l’editoriale che, nei suoi piani, doveva inchiodare Matteo Salvini al suo silenzio. Ora che però le carte sono scoperte, ne subisce il contrappasso. Adesso è lui a dover parlare e non può nascondersi dietro il…
Matteo Salvini si scaglia contro la macchinazione: «Montatura per colpire la Lega e il sottoscritto. Ma adesso i complici paghino». Il Carroccio: intervenga il Copasir.
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