Il killer di Sharon aveva con sé 4 coltelli. Lei colpita a caso, in 2 salvi per miracolo
Moussa Sangare, aspirante rapper, confessa. Per i pm «voleva uccidere, poteva essere chiunque». Si allenava con un bersaglio.
Moussa Sangare, aspirante rapper, confessa. Per i pm «voleva uccidere, poteva essere chiunque». Si allenava con un bersaglio.
Moussa Sangare, nato in Italia da genitori africani, non lavorava, occupava abusivamente una casa e aveva già minacciato persone col coltello. Ma nessuno se ne è preoccupato. E lui ha ammazzato per strada la giovane barista.
Ogni delitto ha un movente, che però non va banalizzato. Il ragazzo che ha sterminato la famiglia è stato mosso da una malintesa idea di libertà. L’omicida di Sharon, invece, voleva sentirsi più forte sopprimendo chi percepiva come culturalmente superiore…
L’assassino di Sharon Verzeni ripete: «Volevo fare male a qualcuno». Si era esercitato accoltellando una sagoma di cartone.
Il giovane ai giudici: «Prima di morire, mi ha chiesto “Perché?”» Poi, con calcolo cinico, ha modificato la bici e nascosto i coltelli.
Il compagno di Sharon Verzeni, Sergio Ruocco: «Sono sollevato, l’arresto cancella tutte le insinuazioni su di me».
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