Il Colle parla di fake news per zittire i dissensi
Se mirasse alla correttezza del dibattito, Sergio Mattarella avrebbe criticato pure le bugie ucraine. E quelle sul Covid.
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Se mirasse alla correttezza del dibattito, Sergio Mattarella avrebbe criticato pure le bugie ucraine. E quelle sul Covid.
Sergio Mattarella sposa le tesi di Emmanuel Macron e parla della necessità di dare più poteri a Bruxelles. Ma il voto prova che gli europei vogliono il contrario. Non manca poi l’attacco contro le presunte fake news russe.
Nel discorso per la festa del 2 giugno, il presidente ha definito l’Italia una «collettività», cioè un insieme di persone con interessi simili. Una bocciofila, in pratica. Ma noi abbiamo una storia comune che non deve essere banalizzata con termini…
La sacralità del Quirinale invocata in questi giorni è cosa recente. E, soprattutto, si applica solo ai presidenti graditi ai progressisti.
Pure ieri l’inquilino del Colle ha fatto il controcanto alla maggioranza sull’Europa. Sabato al Quirinale ha promesso a Massimo D’Alema un lungo colloquio riservato: «Con te sempre volentieri». Che cosa avrà da dirgli l’ex comunista indagato per corruzione internazionale aggravata?…
Quando c’era il Covid, il presidente ammoniva: «Non s’invochi la libertà per non vaccinarsi». Ma se di mezzo ci sono presunte derive securitarie, oppure il sostegno all’Ucraina, allora i diritti tornano a essere inscalfibili.
Il primo articolo della Costituzione è molto chiaro, eppure il capo dello Stato afferma come se niente fosse che le elezioni consacreranno il potere europeo. Presto ci diranno di lasciar fare direttamente a un algoritmo.
Mattarella fa pace con la storia e riconosce all’imprenditrice il titolo che più identificava il padre. La figlia: «Lo dedico a lui».
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
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