«Possiamo comprare armi da chi vogliamo. I legami con Pechino? Ce li ha pure Berlino»
Parla il leader del Partito popolare serbo Jovan Palalic: «Noi neutrali e sovrani. Tutti fanno affari con la Cina, lo si rimprovera solo a Belgrado».
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Parla il leader del Partito popolare serbo Jovan Palalic: «Noi neutrali e sovrani. Tutti fanno affari con la Cina, lo si rimprovera solo a Belgrado».
L’incendio appiccato da Vladimir Putin e alimentato da Usa e Ue rischia di allargarsi. Xi Jinping ha spedito sei aerei carichi di moderni sistemi missilistici al rieletto presidente Aleksandar Vucic, molto vicino a Mosca. Però l’Occidente continua ad alzare i…
Il 7 gennaio 1992, nel vivo della guerra serbo-croata, un elicottero italiano con le marche della Comunità Europea fu abbattuto volontariamente da un MiG serbo durante una missione per il mantenimento della fragile tregua. Quattro le vittime italiane e un…
La sconfitta più bruciante per il governo di Lubiana è stata il fallimento del vertice sul futuro dell’Europa nel quale la presidenza non è riuscita a imporre una visione temporale condivisa sul futuro allargamento dell’Ue verso i Paesi dei Balcani…
Il piccolo stato balcanico del Montenegro è oggi il poligono di tiro nel quale l'azione di guerra ibrida portata avanti congiuntamente da Mosca e Belgrado tenta di testare la resistenza della Nato.
L'influenza della Turchia sui Balcani sta crescendo. Un campanello d'allarme per Bruxelles e per Roma. E anche la Cina sta incrementando la sua presenza sull'area. I rapporti tra Pechino e Belgrado sono sempre più stretti. Podgorica nel 2014 ha contratto…
Dai vaccini alla Difesa, passando per il commercio. Pechino e Belgrado sono sempre più vicine, mentre Nato ed Europarlamento nutrono preoccupazioni crescenti.
Uomo rientra dalla Serbia con i sintomi, ma lavora e va a feste e innesca un focolaio. Il governatore: carcere e ricovero coatto.
La Cina ha saputo sfruttare la storica instabilità dei Paesi della zona per accrescere la propria influenza nel continente europeo. Risultato reso possibile grazie al vuoto strategico dell'Italia, incapace di trarre vantaggio dal proprio potenziale geoeconomico.
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