Non bastava il virus. La scuola si ferma pure per la guerra sindacati-Azzolina
Oggi e domani sciopero per chiedere più soldi e garanzie. A Napoli e Catanzaro le elezioni fanno slittare la campanella.
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Oggi e domani sciopero per chiedere più soldi e garanzie. A Napoli e Catanzaro le elezioni fanno slittare la campanella.
Il premier loda il proprio lavoro, Lucia Azzolina minimizza la penuria di aule, Paola De Micheli «risolve» l'affollamento dei bus facendo aprire i finestrini. Ma dal Lazio parte la rivolta dei dirigenti (che mette in imbarazzo Nicola Zingaretti).
La didattica online sta impoverendo le generazioni dal punto di vista culturale e affettivo. Conte e Azzolina continuano a ripetere che le aule sono sicure. Però intanto restano chiuse. E gli studenti che protestano diventano di colpo invisibili agli occhi…
L'istituto dove studia il figlio del premier tiene i corsi in presenza una o due volte a settimana. Sulla «Stampa», ragazza denuncia: «Banchi assurdi, ci vietano persino di scambiarci penne. E andare in bagno è un'impresa».
Come si fa a fare marcia indietro sulla scuola dopo che un mese fa si è garantito che la scuola sarebbe ripartita regolarmente? Semplice: basta scaricare la decisione su altri, dicendo che si torna in aula, ma se qualcuno vuole…
Caos medie: seconde e terze a casa, ma i genitori sono ancora senza indicazioni.
Il ministro smentisce il caos comprovato su banchi e graduatorie, Giuseppe Conte usa le parole di Sergio Mattarella per zittire i critici. Arredi arrivati nell'istituto genovese dove i piccoli erano stati fotografati in ginocchio. Resta ancora il mistero sulla seconda…
Il ministro annuncia la roulette dei sierologici per gli alunni, ma già molti professori si rifiutano di farli. La scusa è una banalità per mettere le mani avanti: «Il rischio zero non esiste». Il sindaco Beppe Sala si sveglia: «Chiamate…
Da oggi via alla didattica a distanza al 75% (ma in alcune regioni è già totale). In teoria i docenti dovrebbero poter trasmettere la lezione dalle aule, ma la rete internet è un colabrodo. Ci si aggrappa ai modem domestici.
La denuncia dei genitori che hanno rifiutato di firmare un atto giuridicamente non vincolante: i nostri figli sono stati messi alla porta. Ed è panico tra i pediatri: temono guai per i certificati di rientro e i tamponi.
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