Il riarmo è una necessità pratica. Rendiamolo una chance economica
Gli investimenti militari hanno ricadute positive sul mercato. Ma bisogna accelerare.
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Gli investimenti militari hanno ricadute positive sul mercato. Ma bisogna accelerare.
L’inquilino dell’Eliseo si veste ancora da capo militare: «Più difesa comune e deterrenza nucleare, che noi abbiamo». Scholz si accoda. Brutta notizia per Zelensky: se l’Europa rinnova il suo scudo anti missili, non potrà dargli più contraeree.
Il presidente francese ha posato la prima pietra di una nuova fabbrica di esplosivi. Poi ha chiesto di passare a una «economia di guerra». Ma l’elettorato resta freddo.
Selezionati 31 progetti per produrre due milioni di proiettili entro la fine del 2025. Coinvolte pure due aziende italiane: la Simmel Difesa e la Baschieri & Pellagri.
Il Paese del Sol Levante, smilitarizzato nel 1945, è in piena fase di riarmo. La crisi demografica e la sfiducia nell’istituzione generano tuttavia un’allarmante carenza di personale.
Mea culpa di Jens Stoltenberg: «Con bombardieri e tank emettiamo troppa CO2». Alla Consulta si discute dei diritti «green» delle future generazioni: quello alla pace non c’è? Intanto, i leader mondiali svelano chi guiderà le riforme ecologiche: i «filantropi», tipo…
Anche se in molti provano ad arruolare il Papa nella crociata anti russa, il segretario di Stato, Pietro Parolin, ribadisce: «Il Pontefice potrebbe andare a Kiev, ma non per sostenere una delle parti». Il cardinale Matteo Zuppi: «Il riarmo è…
Il nuovo scenario toglie all’Italia l’etichetta di sconfitta nella seconda guerra mondiale. Senza una strategia, però, il rischio resta quello della sudditanza all’asse tra Parigi e Berlino. Per questo è cruciale affermarsi nella corsa ai caccia di sesta generazione.
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