Davanti alle minacce del nuovo Pci la sinistra resta muta
I giornali progressisti coprono la lista di cronisti e imprenditori indicati come bersagli. Per loro il problema è il saluto romano.
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I giornali progressisti coprono la lista di cronisti e imprenditori indicati come bersagli. Per loro il problema è il saluto romano.
Le posizioni della sinistra italiana su Ucraina e Gaza sono agli antipodi. Per questo c’è già chi auspica una «macronizzazione».
Il Colle celebra la festa del 2 giugno e scrive ai prefetti: «No all’ordine attraverso la paura. Il dialogo tra le distinte posizioni politiche afferma il senso dello Stato».
Chi osannava Bergoglio per il suo parlare schietto, adesso lo mette alla gogna perché sbarra la porta dei seminari agli omosessuali usando un’espressione volgare. Ma quello che non piace è il concetto ratzingeriano. Tanti vorrebbero sdoganare i preti arcobaleno.
Dopo due settimane un pool di testate ripesca dalle carte un passaggio di soldi tra due conti correnti usati per le «spese politiche» e monta un caso su un episodio che per gli investigatori è irrilevante.
Media progressisti e politici lo avevano adottato con accenti pasoliniani: «Ostenta? È riscatto sociale». Ora, dopo il presunto pestaggio per cui il rapper è indagato per rissa e lesioni, c’è la corsa a mollarlo.
Diminuire le emissioni di C02 ridurrebbe pure l’estensione della vegetazione, creando così un cortocircuito dagli effetti molto più dannosi di quelli che sostengono di combattere. Ma i loro militanti evitano i confronti.
Le Carte fondamentali non sono mai concepite in opposizione a qualcuno, si tratta di patti sul presente e sul futuro. Persino in Germania nessuno pensa che le leggi siano definibili «antinaziste».
Mentre «Avvenire» fa da megafono all’Anpi, tacendo i crimini delle brigate comuniste, «Rep» e «Stampa» fanno scorpacciate di retorica sulla libertà. Garantita però, e il Covid lo dimostra, solo a chi esegue gli ordini.
L’autore al festival di «Repubblica»: «Un gruppo neofascista ha vinto le elezioni». Caos alla Rai, Roberto Sergio: «Chiesta relazione».
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