Torna la tradizione con la messa in latino di Burke in San Pietro
Il cardinale, con il benestare di Prevost, sgretola uno dei diktat più contestati di Francesco che vedeva come fumo il rito antico.
Il cardinale, con il benestare di Prevost, sgretola uno dei diktat più contestati di Francesco che vedeva come fumo il rito antico.
La strategia dei tradizionalisti, minoranza in conclave, è di convincere i cardinali che occorre un pontefice in grado di rimettere ordine là dove Francesco ha portato confusione: benedizioni gay, ruolo di laici e donne, liturgia. E spuntano già nomi «ecumenici».
Dopo la lettera aperta firmata da 30 tra vescovi e cardinali, fra cui Raymond Leo Burke, la Santa Sede interviene con ben otto giorni di ritardo: «Siamo rattristati dalle scene deplorevoli che hanno offeso tanti cristiani e credenti».
Francesco a colloquio con Raymond Leo Burke, al quale ha tolto casa e stipendio. Al termine, il porporato commenta: «Sono ancora vivo». Forse il Pontefice spera si abbassino i toni, mentre altre diocesi bocciano «Fiducia supplicans».
Malgrado la condanna a cinque anni, il cardinale non si muove dai palazzi apostolici. Raymond Burke ha perso alloggio, paga (e forse assistenza medica) per le critiche al Pontefice.
Giallo sull’assistenza sanitaria al porporato: il Vaticano sarebbe pronto a ritirargliela.
Lo sconcerto per i cedimenti sulla morale, le tesi sull’accoglienza dei migranti e la trasformazione in dogma dell’ecologismo non riguarda solo le frange conservatrici del clero, bensì i semplici fedeli. Confusi pure dalle divisioni interne all’avvio del Sinodo.
Il cardinale Usa Raymond Leo Burke: «Il testo del vescovo è sconvolgente, bisogna indagare e dare risposte per superare la crisi. Le carte di Ratzinger sulla lobby gay? Non so dove siano finite».
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