Ramy, nelle chat nessun depistaggio
La perizia sui telefoni degli agenti coinvolti conferma che non ci fu speronamento né tentativo di insabbiare la verità. E i carabinieri erano sinceramente provati.
La perizia sui telefoni degli agenti coinvolti conferma che non ci fu speronamento né tentativo di insabbiare la verità. E i carabinieri erano sinceramente provati.
Le motivazioni della condanna in primo grado dell’amico Fares Bouzidi fanno piazza pulita delle accuse mosse ai carabinieri.
Secondo stop del gip alla Procura: la perizia non si farà. Con le prove già acquisite, per il carabiniere ora dovrebbe prendere corpo l’ipotesi di archiviazione.
Il gip respinge la richiesta della Procura: «Quelle esistenti sono rigorose». Archiviazione vicina per Lenoci.
La trasmissione Dritto e Rovescio, nella puntata andata in onda ieri in prima serata su Retequattro, ha pubblicato nuovi documenti sul caso Ramy che evidenziano delle discrepanze tra quanto dichiarato nel corso dell’interrogatorio da Fares Bouzidi - il ventiduenne che…
Che dirà ora Franco Gabrielli, ex capo della polizia, che da delegato della sicurezza della giunta di sinistra di Beppe Sala spiegava che gli inseguimenti di chi si sottrae all’alt delle forze dell’ordine non si devono fare così?
La consulenza della procura di Milano: «Nessun urto alla fine dell’inseguimento». La morte dell’egiziano è colpa dell’amico.
Smentita la narrazione dei media, alimentata da politici e giornalisti, che dava già per certa la responsabilità dei militari. Come Beppe Sala e Franco Gabrielli, che blateravano del «principio di proporzionalità». O come Ilaria Cucchi, che parlava di «caccia all’animale».
Dopo la denuncia dell’amico alla guida dello scooter, fascicolo della Procura per i reati di lesioni e falso. Intanto a Milano è stato arrestato uno sbandato accoltellatore egiziano.
Fares Bouzidi non si era fermato all’alt, era senza patente e aveva fatto uso di droghe.
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