Il socialista e il prodiano hanno chiuso il cerchio con l’avallo del Quirinale
Gioco di sponda per la promozione di Luigi Di Maio: da Josep Borrell a Stefano Sannino, diplomatico fedelissimo del Professore.
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Gioco di sponda per la promozione di Luigi Di Maio: da Josep Borrell a Stefano Sannino, diplomatico fedelissimo del Professore.
Il professore, presente al party del nuovo ambasciatore, rilancia la Via della Seta. Avverte Washington: «Dividete l’Europa». E punge il Cav (ma sbaglia le date).
L’ex leader della sinistra vedeva con favore lo stabilimento di supercar in Emilia. Il progetto, però, è finito sotto la lente dei pm ed è naufragato. E lui ha cambiato idea.
«Prepariamoci: potrebbero arrivare altri pesanti attacchi al centrodestra, se adotteranno lo stesso copione degli ultimi 28 anni». Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, vede una strada in salita. La faccenda del report americano sui finanziamenti russi ai…
L’impennata negli acquisti di gas russo partì nel 2013 con Enrico Letta al governo ed è proseguita con Paolo Gentiloni e Matteo Renzi. Gli ossequi a Xi Jinping.
Il prof snobbava le offerte di Baku, Oslo e Algeri. Da capo della Commissione europea ostacolò la pipeline sarda. Oggi dimentica che è stata la sinistra a consegnarci a Vladimir Putin.
Viaggio nella fabbrica (sponsorizzata da Romano Prodi) che dovrebbe costruire supercar. La lettera dell’ad ai dipendenti senza stipendio: non fateci fallire, siamo al verde. Uno dei dipendenti dell’azienda fantasma: «I top manager sono scappati quasi subito e noi non prendiamo…
C’è un piano (un po’ opaco) per produrre in Emilia un’auto di lusso «made in Pechino» che farà concorrenza a Maranello. Il colore? Ovviamente rosso. I soldi? Dal Pnrr. E a spingere per la realizzazione c’è l’ex premier.
Sullo spazio il testo seguirà il modello del protocollo fra Colao e l'Ue, favorendo la Francia. La stessa logica rischia di essere applicata anche agli altri capitoli. La firma si avvicina ma i contenuti sono sempre segreti.La genesi del Trattato…
Non ci sono solo gli equilibri interni: per salire al Colle servono appoggi internazionali. Lo scontro globale Usa-Cina impone scelte. Prodi e Gentiloni sono percepiti come vicini a Pechino, la cui bestia nera è Draghi.
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