Le toghe sbroccano sulla riforma: «Peccato voti chi ha studiato poco»
Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione, disprezza i futuri elettori del referendum.
Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione, disprezza i futuri elettori del referendum.
Negli ultimi anni la Consulta si è arrogata sempre più poteri che non le appartenevano, grazie a una lettura tendenziosa della Carta. Basterebbe inserire due nuovi commi, tuttavia, per poter tornare alla normalità.
Altro che tutele sui trasporti, il Tribunale blocca lo stop del ministro: «Disagi fisiologici». Ora urge cambiare la legge per concedere all’Autorità degli scioperi interventi diretti.
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
Il disegno di legge, lungi dallo sminuire il ruolo quirinalizio, ne lascia invece intatte molte prerogative, come stoppare decreti legge «sgraditi» e bloccare nomine di ministri non ritenuti idonei. Il presidente del Consiglio eletto sarebbe tutt’altro che onnipotente.
Il dibattito in corso sulla riforma si concentra sulla limitazione dei poteri del capo dello Stato. Che vengono considerati intoccabili, anche se negli anni si sono allargati.
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
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