Caso Rossi, indagati tre pm di Siena
L’accusa della Procura di Genova è falsità ideologica: avrebbero omesso di rilevare negli atti un primo sopralluogo informale nell’ufficio del manager Mps appena morto.
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L’accusa della Procura di Genova è falsità ideologica: avrebbero omesso di rilevare negli atti un primo sopralluogo informale nell’ufficio del manager Mps appena morto.
L'ex pm: «Ho denunciato le strumentalizzazioni giudiziarie a danno di Berlusconi, ma per gli azzurri sono impresentabile. Mi aspettavo l'appoggio della Meloni e di Salvini per la mia candidatura a Primavalle. La giustizia è una battaglia bipartisan».
La Procura umbra non ha identificato la «manina» che un anno fa ha danneggiato l'indagine su Luca Palamara passando notizie segrete a Corriere e Repubblica. Però cerca le talpe sull'esposto contro Giuseppe Pignatone.
Marcello Viola e Giuseppe Creazzo al Tar: sostengono che la nomina di Michele Prestipino non sia legittima.
Parla il leader leghista: «Vergognosa la complicità di media e politici sulle frasi di Palamara. Con Mattarella una lunga telefonata, abbiamo parlato anche del decreto Rilancio. Gli attacchi alla Lombardia? Squallido ridere sui morti, c'è chi gode di quelle vittime».
La perizia dei pm milanesi sull'incidente avvenuto il 25 gennaio scorso. «I tecnici avvertirono del guasto, nessuno fece nulla. Fuori uso pure il sistema per i controlli».
La Procura studia l’appello contro l’ordinanza del gip che ha cassato l’ipotesi di reato.
L’ex manager Carlo Sama: «Fu smembrato un colosso pioniere delle tecnologie green coniugate con lo sviluppo. Ora ci troviamo regole Ue che mettono le imprese in ginocchio».
L’uomo dei lockdown: in seguito alla morte di un militare trattato con Astrazeneca, lui e Magrini (Aifa) concordarono la necessità di «interloquire» con la magistratura pur di non fermare la macchina delle inoculazioni. Ecco, parola per parola, cos’ha riferito.
L’indipendenza di giudici e pubblici ministeri si è ridotta solo a un comodo paravento per non rispondere dei propri errori. Non si tratta di una battaglia ideologica: anche Antonio Ingroia è d’accordo sulla responsabilità civile per i suoi ex colleghi.
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