Avanti tutta sul nucleare, perché non si può pensare di far fronte all’aumento esponenziale di energia solo con le rinnovabili. Quanto al rinnovo del taglio alle accise, «vedremo tra dieci giorni, quando scadono, ma attualmente non ci sarebbero le condizioni». Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, nell’intervista al «Giorno della Verità», ha toccato i temi sensibili del momento a cominciare dal nucleare, dalla possibilità di avviare i minireattori di cui l’Italia è leader nella tecnologia che esporta in tutto il mondo.
Il ministro ha detto chiaramente che intende accelerare i tempi: «La legge delega ha superato il primo giro alla Camera ed è attesa al Senato per i primi giorni di luglio, con l’obiettivo di chiudere l’esame prima della pausa estiva», ha detto Pichetto Fratin. Per i decreti legislativi ci sarebbero 12 mesi di tempo ma il ministro ha detto chiaramente che intende definire il quadro normativo entro la fine dell’anno. La fase di attuazione sarà affrontata con la prossima legislatura come pure il referendum sul quale, però, il ministro è ottimista. Nonostante le due consultazioni popolari con esito contrario, ora «la coscienza della gente è cambiata». Bisogna affrontare il dibattito senza «strane paure».
Superato questo soglio, si dovrebbe procedere in modo spedito. L’Italia è leader nella tecnologia, partecipa a operazioni all’estero come la realizzazione del minireattore in Ontario, in Canada, prossimo a entrare in funzione, e ha fornito esperti al centro francese che sta lavorando al grande reattore per la fusione nucleare. D’altronde, non si può pensare di far fronte all’aumento esponenziale di domanda di energia solo con le rinnovabili: «L’energia elettrica sarà il veicolo di decarbonizzazione, per creare efficientemento sul sistema industriale, per le case, i fabbricati. I data center saranno grandi consumatori di energia e noi dobbiamo rispondere a questa domanda». Poi ha ricordato che l’Italia «oggi importa 50 miliardi di chilowattora dall’estero».
I minireattori, inoltre, sono meno impattanti sull’ambiente. «Non si possono mettere le pale eoliche ovunque. Un piccolo reattore può occupare 4 campi di calcio. Per la stessa produzione di energia servirebbero 3.000 campi di calcio di fotovoltaico».
Serve un mix di soluzioni. Il ministro ha precisato che non ha più intenzione di incentivare fotovoltaico e eolico: «Ho firmato per fare le aste, impegnarci come Stato a dare le garanzie», riferendosi alla sigla del Ferx definitivo. Il provvedimento «può dare un contributo notevole anche all’abbassamento dei prezzi perché vorrei ricordare che il fotovoltaico, che è stato incentivato tanto nel passato, oggi ha una quotazione di meno di 60 euro al megawattora e il prezzo unico nazionale di oggi sarà in questo momento 140-150 euro». Il problema è l’accumulo di energia perché il fotovoltaico funziona di giorno, l’eolico quando c’è il vento. «L’accumulo può avvenire tramite batteria ma io preferirei con l’acqua sulle nostre dighe». Intanto c’è il problema di come fronteggiare la crisi energetica causata dalla guerra nel Golfo. Francia e Spagna continuano ad acquistare gas russo nonostante le sanzioni. «L’Europa in realtà non ha fatto un blocco totale, ma un contenimento», ha precisato il ministro, sottolineando che l’Italia ha una diversificazione negli approvvigionamenti garantiti dai contratti in essere con Azerbaigian, Algeria, Libia e dalle importazioni di Gnl. Il nodo dei prezzi è una questione europea. Pichetto ha sottolineato che «se negli Stati Uniti il gas costa tra i 10 e i 12 dollari al megawattora, una volta liquefatto, trasportato e rigassificato in Europa il prezzo sale a ridosso dei 40-42 euro».
Quanto alle importazioni di Gnl dagli Usa, Pichetto nega che ci potrebbero essere ripercussioni dallo scontro tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni.
Infine il caso Vannacci. «Le coalizioni si fanno su contenuti e obiettivi».



