Dopo aver distrutto tradizione e autorità la sinistra rimpiange la virtù dell’obbedire
Vito Mancuso «corregge» don Milani ed elogia la disciplina. Ma non capisce che il ribellismo ha prodotto conformismo.
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Vito Mancuso «corregge» don Milani ed elogia la disciplina. Ma non capisce che il ribellismo ha prodotto conformismo.
Nel nuovo sceneggiato della Rai sul poeta di Recanati, il ruolo è affidato a un attore belloccio e sempre fresco. Il regista Sergio Rubini ha voluto sganciare il letterato dai soliti cliché sulle sofferenze fisiche: ammirevole, ma l’artista fu figlio…
È vocabolo dell’anno, che il buonismo woke ha svuotato di senso. In primis perché non siamo tutti uguali, il Della Casa insegna.
L’intervento del patron di Tesla e Starlink, grande elettore del futuro presidente Usa, fa infuriare l’Anm e impazzire i progressisti. Gli stessi che si lasciano foraggiare da Soros e plagiare da Gates e Zuckerberg ora gridano all’ingerenza del capitalista straniero.
Per criticare le politiche pro natalità, Michela Marzano sostiene che il bebè non si pianifica. Lo dica a chi vuole la gestazione per altri.
Caro Alan Friedman, ti scrivo per farti i complimenti: ho visto che ce l’hai fatta, sei entrato nel cast di Ballando con le stelle. Finalmente un ruolo adeguato a te. Come esperto di economia non sei mai stato un granché,…
D’improvviso, dubitare della versione di chi si considera abusata non è più «violenza».
Lo studioso, un tempo idolatrato per le sue posizioni fortemente ostili alle religioni, censurato da Facebook per aver definito Khelif e Ting come «uomini travestiti da donne». A quanto pare, la scienza è un’autorità indiscussa solo quando fa comodo.
Antonio Padellaro, ex vicedirettore dell’Espresso e poi direttore dell’Unità e del Fatto quotidiano, è un collega dotato di una certa ironia. Nel suo ultimo libro, Solo la verità lo giuro (Piemme edizioni), racconta di due signori che incontrandolo si sono…
Mattarella denuncia un clima omofobo, ma quando ai no vax era vietato pure prendere un treno invitava a «non invocare la libertà». È la stessa ipocrisia delle multinazionali «gay friendly»: si battono per i nuovi «diritti», però aumentano il controllo…
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