Greta e Maneskin sono il nuovo 1968
Oggi come allora le masse seguono icone che predicano un cambiamento culturale e morale. Attraverso un meccanismo che si finge spontaneo, anche se non lo è.
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Oggi come allora le masse seguono icone che predicano un cambiamento culturale e morale. Attraverso un meccanismo che si finge spontaneo, anche se non lo è.
Papa Bergoglio apre le porte della Pontificia accademia delle Scienze sociali all'economista Jeffrey Sachs, che predica da sempre l'agenda Onu sulla riduzione della popolazione e la lotta al cambiamento climatico.
Il regista del nuovo capitolo della saga ritiene che in uno dei film con Sean Connery l'agente violenti un'infermiera. È l'ultima picconata al personaggio: dopo averlo dipinto «criptogay», lo trasformeranno in femmina di colore.
Da Giuliano Cazzola che invoca il «piombo» di Fiorenzo Bava Beccaris a chi vuole negare stipendi, cure e diritti ai non immuni: ecco i veri odiatori.
La Corte Suprema dà torto all'amministrazione di Philadelphia che si rifiutava di dare in affidamento i bambini a un ente cattolico, perché contrario alle richieste di coppie gay.
Alla vigilia dell'inizio dei lavori in Aula i paladini del ddl Zan alzano il livello dello scontro. Gabriele Piazzoni (Arcigay): «Nessun dialogo con gli oppositori». E il dem che firma il testo fa i nomi: Simone Pillon, Massimo Gandolfini, Matteo…
L'esperto di linguaggio Massimo Arcangeli: «Il nuovo conformismo è tutto figlio della sinistra e ha fatto un salto di qualità: ora è retroattivo».
A Martina Benedetti, influencer allineata, i media concedono ciò che negano a medici indipendenti.
Alla Triennale di Milano, ieri, è stata data alle fiamme la balena in cartapesta esposta come simbolo degli animali in via di estinzione. La sinistra, anche stavolta, nasconde il problema dell’immigrazione.
Il governo ha ordinato all’ambasciatore presso il Consiglio Ue di ritirare il sostegno alla norma europea sul «greenwashing», a cui così ora mancano i numeri. Anche la Commissione accantona la proposta. Gozi (Renew): «Colpa dell’asse Meloni-Von der Leyen».
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