Dai nudisti a Guénon. La vita avventurosa del «mago» Evola (che non era barone)
Esce la prima, monumentale, biografia del pensatore romano. Contraddizioni, litigi, illuminazioni di un grande del Novecento.
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Esce la prima, monumentale, biografia del pensatore romano. Contraddizioni, litigi, illuminazioni di un grande del Novecento.
Indagine filosofica sul genio di «Vita e destino»: con Hannah Arendt fu tra i più acuti indagatori delle origini dei regimi del ’900. E capì che l’individualismo può generare società in cui non si trova più la «sala comandi».
Le edizioni di Passaggio al bosco traducono il folgorante dizionario militante del teorico francese, un utile strumento per ripassare i fondamentali di tutta una visione del mondo.
Il filosofo anarchico Michel Onfray difende il fondatore della Nouvelle droite: «Ha una cultura incredibile, i suoi testi mi fanno pensare, le riviste progressiste no. Bernard-Henri Lévy mi chiese di stargli lontano».
Il filosofo Alain de Benoist spegne 80 candeline: «A 17 anni mi interessavo agli stessi temi di adesso. L’omicidio di Crépol? Stavolta la rabbia non sarà passeggera».
Ideologo dell’europeismo anti americano, il belga creò attorno a sé una rete di contatti internazionali, intervistò Peròn e (si dice) interloquì anche con un alto dirigente della Cina maoista.
Una nuova biografia del geniale autore britannico ne racconta non solo le grandi intuizioni letterarie e socio-politiche, ma l’avventurosa sperimentazione del «mondo nuovo». Che lo ha trasformato in vittima della sua stessa apocalittica visione.
Un recente saggio ricostruisce la vita di Lucien Rebatet, scrittore e principe dei recensori cinematografici francesi. Di lui diceva il presidente socialista: «L’umanità si divide in due: chi ha letto il suo romanzo “I due stendardi” e chi non l’ha…
Lo storico francese aveva meditato molto sul senso dell’elemento imprevisto nella storia, quello che cambia tutti i piani. Dandosi la morte a Notre-Dame, egli ha voluto a sua volta incarnare quel fattore imponderabile.
«Le Figaro» ha ritrovato una conversazione con lo scrittore francese risalente al 1960 e mai uscita prima. Si tratta del solito Céline: geniale, estremo, provocatorio. Ma sempre godibile.
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