I commenti pieni d’odio dell’artista «antiodio» adorato dalla sinistra
Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, è celebrato come il graffitaro antirazzista (e pro sardine). Ma sui social insulta un po' tutti, compresi gli ebrei e le donne.
Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, è celebrato come il graffitaro antirazzista (e pro sardine). Ma sui social insulta un po' tutti, compresi gli ebrei e le donne.
Oggi, con metodi sempre più repressivi, si dice di voler combattere l'intolleranza. Chi esprime disprezzo per i poliziotti, i disabili o gli embrioni non viene mai trattato come un pericoloso hater.
Il dato dei «200 insulti al giorno» contro Liliana Segre è inventato. Ma il giornale non fa ammenda. Anzi rincara (malamente) la dose e insiste a parlare di nazismo.
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