Toghe progressiste giù dal piedistallo. Monta la «rivolta»
La Procura generale di Milano fa piazza pulita degli appelli per i processi flop: da Eni-Amara al caso dell’ex gip Andrea Padalino.
La Procura generale di Milano fa piazza pulita degli appelli per i processi flop: da Eni-Amara al caso dell’ex gip Andrea Padalino.
Secondo la Procura, sarebbe stato Raffaele Guadagno, all’ufficio esecuzione, a passare informazioni riservate ai giornalisti sulla loggia Ungheria. Alle presentazioni dei suoi libri Cantone, Grasso e Di Matteo.
Il caso Palamara porta nel feudo di Mani pulite il moderato Marcello Viola. Che alla «Verità» dice: «Ero estraneo a quella riunione».
Il verbale di Piero Amara sull'incontro organizzato nel 2011 a Palazzo dei Marescialli con il procuratore di Milano. L'osservatorio siciliano sulla criminalità, vicino a Tinebra, era il «vivaio» della presunta cellula massonica.La missiva accusava di complicità nella censura un alto…
Depositati i racconti dell'ex avvocato dell'Eni sulla presunta associazione massonica che ha fatto tremare i palazzi romani. Confuse e contraddittorie le ricostruzioni. «Nel gruppo, generali della Finanza e dei carabinieri e anche l'ex capo del Dap».
Il capo M5s replica alle accuse dell'avvocato Piero Amara pubblicate dal Domani attaccando Carlo De Benedetti. Un plico anonimo con i verbali dell'ex legale inviato a Nino Di Matteo: nel mirino il consigliere del Csm Sebastiano Ardita.
Le toghe non lottizzate si ribellano a Csm e Anm. «Pensano di risolvere ogni cosa con l'espulsione del "cattivo" Luca Palamara, ma non affrontano il vero nodo: si fa carriera esclusivamente per meriti di corrente. Ci vuole una commissione parlamentare…
Su richiesta dei togati Nino Di Matteo, Antonio D'Amato e Sebastiano Ardita, il plenum del Csm boccia l'ex sottosegretario, che puntava a Lucca: «Ha avuto un ruolo politico e sui requisiti non è legittimato». Nonostante l'unanimità in Quinta commissione, si…
L'ex capo del Dap, dimessosi dopo lo scandalo dei boss scarcerati, ha chiesto di rientrare alla Procura di Roma. I colleghi però hanno rinviato la decisione per motivi tecnici, ma in realtà pesa il caso di Nino Di Matteo.
Lo stesso giorno dello «Svuota carceri», l'ex capo Francesco Basentini ha firmato una circolare per consentire ai reclusi di ricevere bonifici su conti correnti online e per innalzare a 1.200 euro la soglia di spesa mensile. Poco meno dello stipendio…
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.