Gabbana verso l’addio. C’è troppo debito D&G diventa D&D
Dopo aver lasciato la presidenza, uno dei due fondatori valuta la vendita del 40%. Trattativa con le banche sul rifinanziamento.
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Dopo aver lasciato la presidenza, uno dei due fondatori valuta la vendita del 40%. Trattativa con le banche sul rifinanziamento.
Il responsabile di Tagliatore, Pino Lerario: «Siamo un’azienda familiare: vendiamo in tutto il mondo ma da noi conta ancora il sapere fare che abbiamo appreso in bottega. Producendo all’estero risparmieremmo sui costi, ma quando perdi l’identità, perdi tutto».
La Procura di Milano accusa Andrea Dini, ad di Dama, S.p.A di caporalato nella realizzazione di capi di abbigliamento.
Per la stagione Fall/Winter 2026-2027, il brand di moda sostenibile Ara Lumiere presenta «Wounds of Gold», una collezione che esplora il potere trasformativo dell’abbigliamento e restituisce al corpo il suo valore simbolico, estetico e identitario. Più che una semplice proposta…
L’amministratore delegato del gruppo di Montebelluna Francesco Di Giovanni: «Ne abbiamo 600 in tutto il mondo, ci permettono un dialogo continuo con i clienti. Ci rivolgiamo alla classe media che vive un periodo di incertezza. Innovare senza perdere identità è…
Alcuni grandi Paesi del Golfo stanno valutando una revisione degli investimenti esteri e degli impegni futuri per alleggerire la pressione sui conti pubblici provocata dalla guerra con l’Iran. A pagarne il conto potrebbe essere tutta l’Unione europea e dunque anche…
Ermanno Scervino, protagonista alla Milano Fashion Week, continua a dare forma a una femminilità che unisce romanticismo e seduzione: «Gli abiti non nascono per imporre un’identità, ma per valorizzare chi li indossa. Oggi si osa di più. La strada è fonte d’ispirazione».
Fin dai primi anni, Eleventy si è distinta per la capacità di coniugare design contemporaneo e artigianato tradizionale, attingendo a una rete di fornitori italiani e a una cultura manifatturiera che guarda alla leggerezza strutturale e alla versatilità del guardaroba…
In Borsa l’abbigliamento accessibile ha perso l’11% nell’ultimo anno. I marchi occidentali non sono più uno status symbol per i giovani asiatici. Tra le poche eccezioni, spicca il + 20% di Ralph Lauren.
La cofondatrice di FGM04: «Siamo partiti con il sogno di tenere insieme bellezza, benessere e performance. Il successo dei nostri leggings, concepiti come supporto cosmetico e funzionale, ci ha fatto capire che eravamo sulla strada giusta».
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