minetti

{{ subpage.title }}

I magistrati tradiscono Mattarella con la Minetti
Sergio Mattarella e Nicole Minetti (Ansa)
Dopo le verifiche richieste dal Quirinale, in subbuglio per il caso mediatico montato, le toghe di Milano sbriciolano le accuse rivolte all’ex igienista dentale: niente doppia vita, nessun raggiro per adottare il minore e confermati i problemi di salute del piccolo.

Insomma, era una bufala. Niente festini a base di droga e con la partecipazione di escort. Neppure l’ombra di omicidi di avvocati o di corruzione di assistenti sociali e giudici. Nessuna traccia di diagnosi artefatte per malattie inesistenti e, soprattutto, nessun elemento per sostenere il giallo della scomparsa della madre di un bimbo adottato.

Continua a leggereRiduci
«Merito suo», «Ma lui che c’entra?». L’incredibile giravolta in 14 giorni
Sergio Mattarella (Ansa)
Pur di proteggere sempre e comunque Re Sergio, i giornali sono passati dal lodare la lungimiranza del Colle nel dare la grazia a fingere che la prima carica dello Stato non abbia alcuna responsabilità sulla scelta.

È notorio che la grazia è per sua natura divina e ha percorsi celesti che non lambiscono il Quirinale. Metabolizzato il postulato, gli evangelisti di redazione non hanno dubbi: «Sul caso Minetti giù le mani da Sergio Mattarella».

Continua a leggereRiduci
Il premier difende il ministro: «Escludo lasci». I magistrati di Milano cambiano linea e coinvolgono l’Interpol per i documenti dall’Uruguay. L’ex FI: mai indagata all’estero.

Se sul tavolo dell’affaire Minetti si intende mettere le dimissioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la risposta è chiara e arriva direttamente dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «A oggi escludo l’ipotesi di dimissioni», ha detto ai giornalisti, «il ministero non ha strumenti per fare indagini».

Continua a leggereRiduci

La grazia è un atto di clemenza individuale concesso dal presidente della Repubblica previsto dall’articolo 87 della Costituzione italiana. Il procedimento prevede però un’istruttoria svolta dal ministro della Giustizia che raccoglie pareri, documentazione e valutazioni prima di sottoporre la proposta al Quirinale.

Nel caso di Nicole Minetti, la grazia è stata concessa per consentirle di assistere all’estero un minore gravemente malato, in ragione di motivazioni umanitarie. Il provvedimento, firmato il 18 febbraio scorso, ha estinto le condanne residue per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Nelle ultime ore, tuttavia, il Quirinale ha chiesto al ministero della Giustizia ulteriori verifiche su alcuni elementi contenuti nella domanda di clemenza, dopo dubbi emersi sulla documentazione presentata.

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy