L’utilità dei vecchi giornalisti spiegata attraverso i nichilisti russi
Un dibattito estivo che ha coinvolto Michele Serra affronta il conflitto tra le generazioni. Meglio tornare a Ivan Turgenev.
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Un dibattito estivo che ha coinvolto Michele Serra affronta il conflitto tra le generazioni. Meglio tornare a Ivan Turgenev.
Michele Serra azzanna Roberto Calderoli per le battute sui voti di genere dopo aver sminuito il body shaming di Paola Pessina su Giorgia Meloni.
Carlo De Benedetti, dopo aver passato una vita a battagliare col Cavaliere, arriva a dire che pur di fermare i sovranisti adesso è disposto a «trangugiare» persino lui. E a Michele Serra, a corto di argomenti, non resta che offendere…
Michele Serra, editorialista di «La Repubblica»: «È roba da scemi». Anche a sinistra esistono, concede, ma non invocano «la riapertura delle bocciofile e dei tornei di scopa d'assi». E anche un certo clero è d'accordo.
Lo stupidario degli intellettuali alla moda: si augurano che l'uomo sparisca dalla faccia della Terra, si lamentano perché hanno la tata in quarantena ed esultano in quanto il contagio colpisce più i maschi.
Da Michele Serra a Sandro Veronesi fino a Michela Murgia, la conta dei pazienti eccita i pensatori. Anche perché la colpa ce l'ha «l'uomo in cravatta».
Michele Serra lancia l'appello: «Aderite all'associazione partigiani». La stessa da cui prese le distanze nel 2016 perché faceva campagna contro Matteo Renzi. E che nelle ultime settimane ha continuato a diffondere menzogne negazioniste sui massacri titini.
Oggi esce il film di Checco Zalone, che lamenta: «Ormai non si può più ridere». E ha ragione: gli stessi che facevano satira micidiale sono diventati moralisti al servizio del potere.
Enrico Letta ringrazia il suo killer Matteo Renzi. Michele Serra si rilancia fra le braccia del traditore Beppe Grillo. E Concita De Gregorio elogia perfino le cariatidi diccì pur d'infamare i leghisti. Dimenticando che loro, per lo meno, i voti…
Lo scrittore predica l'abolizione dei confini per gli immigrati. Se si tratta dei luoghi turistici invece invoca blocchi, muri, divieti che impediscano alla massa di godere dei posti preferiti dalla sinistra. Il prossimo va bene, basta che non entri in…
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