Auschwitz fu liberata dall’Armata rossa, non da soldati ucraini. Così si falsa la storia
Riscrivere quelle pagine drammatiche non solo è un imbroglio, ma non ha senso perché nasconde la verità e crea eroi fasulli.
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Riscrivere quelle pagine drammatiche non solo è un imbroglio, ma non ha senso perché nasconde la verità e crea eroi fasulli.
Da Redipuglia, dove si trova uno dei monumenti più importanti d'Italia, a Bari, dove sorge il Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare, il nostro Paese è ricco di luoghi della memoria.
La memoria del dramma giuliano dalmata è ostaggio di quelli che mentono, di quelli che sminuiscono e di quelli che tacciono. Tutti quanti, però, concorrono a sabotare l'ultima commemorazione dedicata all'orgoglio nazionale istituita nel nostro Paese.
Il passato deve interrogare l'uomo sul suo presente e sul suo futuro. Se non ci aiuta a capire chi siamo oggi, rischia di essere strumentalizzato dall'ideologia dominante.
Domani è doveroso commemorare milioni di ebrei sterminati dai nazisti. Le vittime del terrore rosso invece sono state cancellate dalla storia e dal nostro calendario. Questa rimozione deve essere sanata.
Il giornalista Franco Levi: «Mio padre finì ad Auschwitz, legare quel termine ai profughi di oggi è facile ma è una storpiatura».
Giovanni Gaio soffre di ipertimesia, cioè una funzione mnemonica prodigiosa. «Ci sono vantaggi ma a volte non dimenticare è una maledizione. Ricordo tutto, però donne e scarpe restano misteri».
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