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Meloni blinda il governo e rilancia: «Non scapperemo». Sulle accuse di mafia: «Fango, rispondo con i fatti»
Giorgia Meloni (Ansa)

Alla Camera la premier archivia le ipotesi di crisi dopo il referendum, respinge il «ritornello» sulla sua subalternità a Donald Trump e replica con durezza alle accuse di contiguità con la criminalità organizzata: «Tirano in ballo perfino un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo undici anni».

Giorgia Meloni sceglie l’Aula per provare a chiudere insieme tre partite: assorbire il colpo politico del referendum sulla giustizia, respingere le voci di crisi di governo e riportare il confronto su un altro terreno, quello dei risultati rivendicati dall’esecutivo. Ma nel lungo intervento alla Camera c’è anche un passaggio che cambia tono e diventa quasi personale: la premier replica duramente alle accuse di contiguità con la criminalità organizzata, definendole una «palata di fango infilata nel ventilatore» e rivendicando di rispondere «con il sorriso e con i fatti».

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Il premier in un videomessaggio sui social dopo la vittoria del «No» nel referendum sulla giustizia: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia».

«Cari italiani, il 22 e 23 marzo siamo tutti chiamati a votare per il referendum sulla riforma della giustizia: si vota domenica dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15, presentandosi ovviamente al seggio elettorale con un documento di identità e con la tessera elettorale».

Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social in cui propone una sorta di tutorial al voto, mostrando anche il fac simile del quesito elettorale e facendo vedere la X segnata con la matita sul Sì.

«Questa – dice – è la scheda che troverete al seggio ed è abbastanza semplice: se volete, come spero, confermare la riforma costituzionale della giustizia, dovete mettere una croce sul Sì».

«Negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni, slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, nella maggior parte dei casi non succede nulla», lo dice il premier Giorgia Meloni nel video postato sui social sul referendum.

«Sono storture che negli 80 anni di storia della Repubblica Italiana non siamo mai riusciti a correggere. Abbiamo fatto riforme in tantissimi ambiti, ma sulla giustizia mai in maniera sostanziale, perché a ogni tentativo la reazione è stata sproporzionata. La sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione», ha aggiunto.

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