D’Alema sbrocca in tv: nessun affare
L’ex premier punzecchiato dalle «Iene» prova a difendersi: facevo solo promozione E Lorenzo Guerini lo scarica in parlamento: il governo era all’oscuro sulle trattative in Colombia.
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L’ex premier punzecchiato dalle «Iene» prova a difendersi: facevo solo promozione E Lorenzo Guerini lo scarica in parlamento: il governo era all’oscuro sulle trattative in Colombia.
Le mail di Gherardo Gardo con il manager di Leonardo. L’autorizzazione di Fincantieri «maneggiata» dallo stesso ragioniere. In una bozza di accordo previsti pagamenti anche in caso di rescissione del contratto.
A «Quarta Repubblica» la bozza del contratto che avrebbe portato il gruppo dell’ex premier a incassare il 2% da Leonardo e Fincantieri. Gli intrecci tra l’avvocato Bonavita e il commercialista Gherardo Gardo negli Usa.
Sono trascorse tre settimane da quando abbiamo pubblicato il primo articolo sulle strane trattative di Massimo D’Alema per vendere aerei e navi militari alla Colombia. Il servizio prendeva spunto da un’informativa apparsa su un piccolo e quasi sconosciuto sito Internet,…
Nella trattativa con i colombiani, l’ex premier aveva chiesto l’intervento dello studio legale Allen di Miami: «Non l’ho scelto io», aveva detto. Ma noi abbiamo scoperto la pista che porta dalle sue cantine alla Florida.
Mazzotta affida a «Repubblica» una difesa piena di omissioni su di sé e sul ruolo di D’Alema nell’affare armi. Il broker Amato alla «Verità»: fu il presidente a dirci dello studio Allen. Pressioni mafiose sulla Cassa rurale.
Fu Giancarlo Mazzotta a fare all’ex premier il nome dello studio Allen per chiudere l’accordo sulle armi. Accusato anche di reati fiscali, abusi edilizi e di aver cercato di corrompere due poliziotti provinciali.
I falsi documenti per accreditare Emanuele Caruso e Francesco Amato sono stati segnalati alle autorità.
Nel gruppo di lavoro dei mediatori colombiani che negoziavano con Max c’era pure un ex guerrigliero che uccise due sindacalisti.
Carte intestate farlocche e nomine inesistenti: così i due broker italiani, in Colombia, avrebbero cercato di chiudere l’affare con le aziende di Stato grazie alla mediazione dell’ex premier. L’ambasciatore Piazzi alla «Verità»: nessun patrocinio, li denuncio.
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