«If we import the third world, we become the third world». Se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo. La frase originale è di Donald Trump Jr. e risale al dicembre 2025.
È stata pronunciata durante un discorso pubblico a sostegno delle politiche del padre sull’immigrazione negli Stati Uniti e poi ripresa, anche in Italia, dai sostenitori della remigrazione. Ma al di là delle declinazioni politiche, oggi, sembra l’unica adatta a descrivere pienamente la violenza gratuita e diffusa che negli ultimi giorni ha messo a dura prova diverse località turistiche del nostro Paese.
Pestaggi, risse, aggressioni: tutte messe in atto da gruppi di giovani, quasi sempre immigrati, tutte caratterizzate da una foga senza scopo né inibizioni che certamente, non trova origini nella nostra cultura.
A Jesolo, per esempio, la stagione turistica ha preso il via all’insegna delle botte senza senso tra bande di maranza, a Viareggio padre e figlio sono stati pestati senza la minima ragione da cinque immigrati ubriachi e quando le forze dell’ordine hanno provato ad arrestarli è scoppiata una rissa che ha richiesto l’intervento di altri agenti. Infine qualche giorno fa anche nella tranquilla Sardegna, solitamente poco colpita dal fenomeno, si è ritrovata per strada decine di giovani immigrati che si affrontavano a suon di pugni, calci e catenate.
Ma partiamo dalla località più rinomata del Veneto, meta ogni anno di decine di migliaia di giovanissimi: negli ultimi due week end le strade di Jesolo sono diventate teatro di due maxi risse tra giovanissimi. La prima è scoppiata sabato 30 maggio e ha coinvolto una trentina di ragazzi tra i 15 e i 16 anni, la seconda, nel week end scorso, capeggiata da un venticinquenne tunisino che ha tirato pugni in faccia a un connazionale dando il via ad uno scontro di gruppo che nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, è durato, alla spicciolata, fino al giorno successivo, quando è stato sedato da un intervento congiunto di polizia locale e carabinieri. La stessa notte, poi, due minorenni sono stati aggrediti mentre passavano davanti a un bar. Senza preavviso un gruppo di giovani seduti ad un tavolo - tra cui due poi fermati originari dell’Est Europa- si sono alzati e li hanno circondati e derubati con violenza.
Ma è forse quanto accaduto a Viareggio, due sere fa, a dare bene l’idea di quanto la misura sia stata ormai superata. Domenica sera, nella zona del molo, un adolescente e suo padre intenti a pescare sono stati aggrediti da un gruppo di uomini, tutti nordafricani, pesantemente ubriachi. Gli energumeni si sono avvicinati con le bottiglie in mano, schernendo i due e toccando l’attrezzatura da pesca. Alla reazione infastidita del padre non ci hanno pensato un attimo: hanno rotto le bottiglie e con i cocci hanno minacciato l’uomo e il ragazzo terribilmente spaventati. Il padre è stato spinto in acqua e il giovane raggiunto da un pugno, mentre qualcuno del branco rubava i cellulari e materiale sportivo, per darsela poi a gambe.
Due tra gli aggressori sono stati rintracciati poco dopo in stazione, ma mentre i militari cercavano di arrestarli, a pochi metri di distanza e probabilmente non a caso, è scoppiata una rissa violentissima tra immigrati anche questi ubriachi e frequentatori abituali della stazione. Gli scontri sono stati talmente violenti che i carabinieri hanno dovuto chiedere rinforzi ai colleghi della Polizia di Stato e solo l’intervento congiunto ha permesso di sedare la rissa.
Due giorni fa anche Sassari è diventata teatro di pestaggi: in questo caso a darsele di santa ragione sotto gli occhi sconcertati dei passanti e dei turisti sono stati due gruppi di rider, probabilmente rivali per la gestione delle zone di consegna. In pochi istanti dalla urla si è passati alle mani e poi alle cinghiate e infine al corpo a corpo, con tanto di catene e lucchetti utilizzati come armi.


