L’effetto Lanzalone colpisce Carige. L’azionista lascia e accusa il manager
Vittorio Malacalza si dimette dal cda. Imputa a Paolo Fiorentino di aver accreditato inesistenti rilievi della Bce al fine di screditarlo. E gli rinfaccia l'amicizia con l'avvocato di Acea agli arresti. Il consiglio rischia di decadere.