Segnali di Conte all’alleanza coi dem
Giuseppi scarica su Enrico Letta tutto il peso del mancato accordo. Da «non voglio» ora dice «non ci vogliono». Apre in politica estera e fa affidamento sulla pressione dei pd del Sud.
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Giuseppi scarica su Enrico Letta tutto il peso del mancato accordo. Da «non voglio» ora dice «non ci vogliono». Apre in politica estera e fa affidamento sulla pressione dei pd del Sud.
I transfughi grillini, che hanno lasciato il Movimento sperando di essere candidati dal Pd, restano col cerino il mano: il ministro degli Esteri ha pensato a salvare solo sé stesso. E tanti altri camaleonti, a destra e a sinistra, perderanno…
Parlamentarie fra il 5 e l’8 agosto: Giuseppe Conte riesce a imporre le sue regole a Beppe Grillo e Virginia Raggi.
Zombie, traditore, poltronari: Beppe Grillo rompe il silenzio e compila l’«album delle figurine» dei fuggiaschi. Per impallinarli meglio.
Il vecchio democristiano ha neutralizzato il delfino mancato di Beppe Grillo (che ora si atteggia a nuovo Andreotti). E, manco fosse il buon pastore, si gode la rivincita accogliendo la pecorella smarrita alla ricerca di poltrone.
Restano a casa Fico, Crimi, Toninelli, Bonafede, D’Incà e la Taverna. Così l’Elevato fa fuori anche il cerchio magico del leader. Per Giuseppi si annuncia un periodo da navigator per trovare impiego a precari di lusso
Ospite della nuova puntata del talk condotto da Daniele Capezzone negli studi Utopia, l’on. Massimo Misiti (M5S): focus su situazione Cinquestelle, Sud e sanità.
La surreale arringa del segretario: «Ci ispireremo a Van Gogh» (il pittore depresso che si mozzò un orecchio). Giuseppe Conte attacca il capo dem: «Non siamo irresponsabili, daremo fastidio». Spinte giallorosse dalla Lombardia.
Federica Mogherini ha strizzato l’occhio all’Iran e ai castristi, Lia Quartapelle a Pechino. Gli alleati a 5 stelle hanno voluto la Via della Seta. Ma il Pd accusa gli avversari di mettere in pericolo l’asse tra Italia e Usa.
Mentre Enrico Letta guarda al centro, Giuseppe Conte lancia l’opa sull’elettorato radicale. In un video Beppe Grillo ripristina il totem dei due mandati (e attacca Luigi Di Maio). Torna in scena anche Alessandro Di Battista: «Candidarmi? Vediamo».
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