leone xiii

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La Chiesa non deve scusarsi per la schiavitù
Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, Papa Leone XIII dal 1878 al 1903 (Getty Images)
Le condanne risalgono almeno al 1400. Sull’Africa non arrivò tardi: si espresse quando aveva un senso farlo.

Com’era prevedibile, non è passata inosservata, negli organi di stampa, la parte dell’enciclica Magnifica humanitas nella quale papa Leone XIV, a nome della Chiesa, chiede perdono per l’asserito «ritardo con cui la Chiesa e la società hanno condannato il flagello della schiavitù», essendosi dovuto attendere - egli afferma - «il XIX secolo per trovare una condanna formale, assoluta e universale della schiavitù, in particolare con Leone XIII».

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Il precursore alfiere della dottrina sociale (ma anti modernista)
Papa Leone XIII (Getty Images)
Con la «Rerum Novarum», Leone XIII denunciò gli eccessi del mercato senza regole. Però difese la proprietà privata.
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Il Papa fa il no global: «La proprietà privata non è un diritto intoccabile»
Papa Francesco (Ansa)
In un messaggio ai giudici di Africa e America Latina, Jose Mario Bergoglio invita a «lottare contro chi nega i diritti sociali e sindacali». Così cancella gli insegnamenti di san Bernardino e le encicliche di Leone XIII e Karol Wojtyla.
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