Immigrazione, la Francia è stufa. Tre sondaggi incoronano la Le Pen
Dopo la «rivolta» dei generali, per Emmanuel Macron un'altra doccia fredda in vista delle elezioni.
Dopo la «rivolta» dei generali, per Emmanuel Macron un'altra doccia fredda in vista delle elezioni.
Per i francesi deve andarsene. Ma l’inquilino dell’Eliseo tenta i socialisti per formare il governo. E punta tutto su Notre Dame.In Germania l’industria (non solo l’auto) continua a perdere colpi. Cdu e Afd pronte a capitalizzare.
Cortocircuito fra i progressisti: dopo aver dipinto il Rassemblement national come un pericolo per gli ebrei manovrato da Mosca, sperano nella vittoria di Jean-Luc Mélenchon, che su Gaza e il Cremlino ha idee ben più radicali.
Il leader del Rassemblement national rintuzza il tentativo dell’Eliseo di confermare Thierry Breton: «Non ha difeso gli interessi francesi». E i sondaggi la danno sempre in testa.
«Repubblica»: a Parigi insonnia e depressione perché la democrazia è «in pericolo».
Rassemblement National va al 31,5%, l’Eliseo si arrende all’esito delle urne e scioglie l’Assemblea nazionale: primo turno il 30 giugno. Sinistra all’8%, repubblicani dietro.
L’inchiesta per appropriazione indebita aperta nel 2016 e rivelata dal giornale vicino al presidente uscente. Nei guai pure il padre e l’ex compagno. Il solito copione degli intellettuali: con Marine ritornerà il fascismo.
Negli exit poll per l’Eliseo il presidente francese è dato intorno al 28%, mentre la sfidante è circa 4 punti sotto. Terzo Jean-Luc Mélenchon (sinistra). Non ha sfondato il polemista Eric Zemmour. Affluenza in calo. Si torna alle urne il…
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