Era «marchignola» la cucina gourmand di Benito e Claretta
Benito Mussolini si incontrava con l’amante in Montefeltro. Entrambi apprezzavano la gastronomia «di confine» del duca di Urbino.
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Benito Mussolini si incontrava con l’amante in Montefeltro. Entrambi apprezzavano la gastronomia «di confine» del duca di Urbino.
I contadini davano da mangiare il salume toscano con i semi di finocchio ai compratori di vino quando questo non era granché. Figlia del Medioevo, si credeva tenesse lontani gli influssi maligni. Machiavelli ne era ghiotto. Farinetti vendeva quella made…
Il pianista fuggito da Teheran dopo la rivoluzione islamica: «Il regime che incarcerò e uccise papà può cadere. L’Occidente non svenda per affari chi lotta per la libertà».
Il libro «La pacciada» (l’abbuffata), scritto con Veronelli, è la guida in una terra, quella lombarda, che ha avuto in Gianni Brera un cantore. Perché «due millenni dopo non vi è traccia dei piatti di Lucullo e Trimalcione, ma gli…
Nascono nell’Ottocento a causa della sovrabbondanza di carne: per non sprecarla, i cuochi dell’epoca la utilizzarono come ripieno per farcire i frutti dell’ulivo, salvati nel Medioevo dalla salamoia dei benedettini. Oggi ogni famiglia di Ascoli ha la sua ricetta segreta.
I turisti di 150 anni fa si contavano in 236. Ora la capitale delle Dolomiti ne riceve un milione l’anno. Merito dell’indiscusso fascino ma anche di una cucina che affonda nella tradizione di montagna: carafoi, brazora, casunziei, canederli. A conquistare…
Cucina di confine tra gastronomia asburgica e tradizione delle montagne venete, quella ampezzana è sempre stata improntata a sobrietà e sostanza, senza fronzoli. Prima di essere la regina delle Dolomiti era un luogo dove fare i conti con sacrificio e…
Storia di Ancel Keys, il fisiologo che inventò la dieta mediterranea. Lasciò gli Usa per venire a vivere in Campania dopo avere scoperto che quello stile di vita garantiva salute e longevità.Il gastronomo napoletano Luciano Pignataro: «Nei cinque pilastri per…
Ingrassavano alcuni animali nutrendoli con fichi o vino al miele. Gli Etruschi se ne cibavano per allontanare sortilegi e malefici.
In vita il poeta si sentiva osteggiato dalla gente del borgo, mentre oggi nel suo nome sono stati aperti ristoranti, si paga per un tour del suo dolore e addirittura c’è un biglietto solo per il colle de «L’infinito».
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