La crescente influenza di Mosca in Africa non piace a Biden e Macron
Dal Mali alla Repubblica Centrafricana: la presenza della Russia in Africa si sta notevolmente rafforzando. Una situazione che irrita la Francia e preoccupa gli Stati Uniti.
Dal Mali alla Repubblica Centrafricana: la presenza della Russia in Africa si sta notevolmente rafforzando. Una situazione che irrita la Francia e preoccupa gli Stati Uniti.
È una strategia articolata quella che Mosca sta portando avanti nel complicato scacchiere libico. Una strategia fondata su un approccio non poco ambivalente nei confronti del Governo di unità nazionale.
Sergej Lavrov svela l’ipocrisia francese: «Parigi ci ha contattato in privato più volte, senza coinvolgere Zelensky». Crolla il sostegno delle opinioni pubbliche europee all’Ucraina: in Italia solo il 15% per il conflitto a oltranza.
La presenza di Sergej Lavrov al meeting dei ministri degli Esteri rende gelida l’atmosfera: niente scatti di gruppo e assenze ostentate del russo durante gli interventi occidentali. C’è solo qualche (timida) apertura sul grano.
Si fa sempre più complicata la situazione tra Algeria e Spagna (e Mosca potrebbe approfittarne).
Mosca fredda sul colloquio tra presidenti. I turchi barattano l’ok russo all’invasione in Siria col veto su Svezia e Finlandia.
Impossibile atterrare in Serbia perché Bulgaria, Macedonia del Nord e Montenegro impediscono di sorvolare i loro territori. Intanto le truppe di Vladimir Putin avanzano in Donbass. Volodymyr Zelensky: «Severodonetsk è una città morta».
Il ministro Yair Lapid: «Il nostro popolo non si suicidò». Naftali Bennett: «Basta parlare di Shoah».
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