Alla presentazione ufficiale, un paio di settimane fa, c’era lei, la «nonna» l’Itala 35/45 Hp del 1907, quella che il principe Scipione Borghese (con lui a bordo c’erano anche il suo chauffeur Ettore Guizzardi e anche l’inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini) ha guidato da Pechino a Parigi attraverso 16.000 chilometri di steppa, fango e silenzio, con 20 giorni di vantaggio sul secondo arrivato.
Stava in un angolo nel Museo dell’automobile di Torino, ancora perfettamente funzionante nonostante i 120 anni di età. Ora, come detto, marchio e modello rinascono nello spirito: Massimo Di Risio, gran patron del marchio Dr, ha tenuto a battesimo la nuova Itala 35. «Oggi è il primo passo di questo progetto che prevede il rilancio di due gloriosi marchi storici italiani non più in attività da diversi anni, vale a dire Itala e Osca», ha detto Di Risio. La produzione che avverrà in due nuovi impianti che sorgeranno nel quartiere generale a Macchia d’Isernia, in Molise (parte della produzione legata a Dr sarà trasferita nella nuova fabbrica in corso di approntamento ad Anagni, dove è stato acquistato, lo scorso anno, lo stabilimento di Saxa gres: da fabbrica di porcellane a linea di montaggio di automobili, con un investimento da 50 milioni di euro che ha permesso di salvare i 67 dipendenti che stavano per essere licenziati), ma «con gran parte del valore generato sul territorio italiano con il coinvolgimento di alcune delle eccellenze automotive italiane». L’Itala 35 (un suv, visto che il mercato oggi chiede questo) è il primo di sei nuovi modelli che verranno lanciati progressivamente sotto il cappello dell’Historic italian brands.
Il progetto è semplice: far rinascere marchi storici italiani, con piattaforme asiatiche, stile e componentistica nazionale e assemblaggio in Molise. Itala 35 sarà il primo di sei nuovi modelli Itala. Le prime consegne sono previste da settembre. Il progetto industriale poggia su Fabbrica Italia, società che gestirà due nuovi impianti a Macchia d’Isernia, in Molise, dedicati esclusivamente a Itala e Osca. Il primo stabilimento è in fase di completamento e sarà inaugurato a settembre. La formula resta quella già sperimentata da Dr: piattaforme asiatiche e completamento in Italia. Per Itala il partner tecnico è Gac, tra i principali costruttori cinesi, mentre lo stile è stato affidato a Italdesign, la società torinese fondata da Giorgetto Giugiaro e recentemente ceduta dal gruppo Volkswagen alla multinazionale indiana Ust. Telaio e motori sono di produzione Gac, ma gestione elettronica, infotainment, sospensioni, freni e interni sono stati sviluppati o gestiti internamente sotto la direzione dell’ingegner Roberto Fedeli, ex Ferrari, Maserati e Alfa Romeo. «La quota di valore generata in Italia crescerà progressivamente, attraverso il coinvolgimento di fornitori nazionali per interni in pelle e Alcantara, cerchi, pneumatici, parti in carbonio e carrozzeria», hanno spiegato durante la presentazione. Itala 35 è un crossover compatto con motore 1.5 Tgdi, velocità massima superiore a 190 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 7,5 secondi e consumo medio dichiarato di 6,8 litri/100 km. La dotazione è «full optional», con tetto panoramico, due schermi digitali, Adas di secondo livello e parcheggio automatico. Il prezzo sarà di 35.000 euro «tutto incluso». A breve arriveranno altri due crossover/suv a benzina, Itala 56 da 4,68 metri e 170 CV e Itala 61 da 4,98 metri e 231 CV. Seguiranno modelli superhybrid, full hybrid, range extender e full electric. I modelli elettrici (arriverà quasi sicuramente anche una compatta sotto i 4 metri di lunghezza) e range extender avranno, secondo la società, almeno il 50% del valore generato in Italia.
L’occasione della presentazione di Torino è stata propizia anche per l’inaugurazione del primo concessionario Itala proprio nell’ex capitale dell’impero Fiat, che è anche la città natale del glorioso marchio. Il piano commerciale prevede l’apertura di almeno cinquanta rivenditori entro il 2027, per poi passare ai mercati internazionali. Ma la rinascita in salsa asiatica di storici marchi italiani non finiscono qui. Osca (Officine specializzate costruzioni automobili), marchio fondato nel 1947 dai fratelli Maserati e legato al motorsport, sarà il secondo tassello del progetto. Il primo modello della nuova gamma sarà presentato «a breve». Il progetto Hib, potrebbe non esaurirsi con Itala e Osca: «Non escludiamo che possano essercene altri in futuro», spiega Massimo Di Tore, responsabile marketing e comunicazione di Dr Automobiles e Historic italian brands.



