Franco D’Andrea: «Il jazz è una scuola che non teme l’errore ma promuove solo chi cerca la sua voce»
Il maestro dell’improvvisazione sarà il primo a ricevere la laurea «ad honorem». Merito del Conservatorio di Castelfranco Veneto.
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Il maestro dell’improvvisazione sarà il primo a ricevere la laurea «ad honorem». Merito del Conservatorio di Castelfranco Veneto.
Il regista premio Oscar: «La critica su “Parthenope” non è stata benigna, il pubblico ha meno pregiudizi. E Greta Cool non è la Sofia Loren. L’interesse per la politica è calato».
Lo scrittore Daniele Mencarelli: «Il pensiero della morte porta a vivere. Io non so se Dio esiste, ma l’amore che ci lega a una madre è vertiginoso».
Una vita per il teatro, ha conquistato la celebrità con un ruolo televisivo nella sit com con Sandra e Raimondo: «Niente “Arlecchino”, però con due giganti dello spettacolo per vent’anni abbiamo fatto commedia dell’arte».
L’architetto direttore della Fondazione Lercaro di Bologna Claudia Manenti: «Rappresentano l’identità dell’Italia ma sono a rischio. Il calo dei preti le trasforma in un peso: serve pianificare».
Il conduttore: «Trovo intrigante spiegare cosa l’umanità conosce già, ma anche quello che potrebbe scoprire in futuro. In tv ho esordito come concorrente di un quiz di Mike Bongiorno. Non è vero che si nasce e si muore soli, corpo…
Intervista al generale punito dall’esercito per il suo libro e accusato di istigazione all’odio: «Farò ricorso, non hanno capito ciò che ho scritto. Manca pochissimo a sciogliere la riserva sulla candidatura con la Lega».
La guida del gruppo di Fdi in Europa Carlo Fidanza: «Timmermans lascia danni enormi, il Ppe sappia che bisogna rimediare. Il militare ucciso? Lo Stato risponda, avanti con il dl Sicurezza».
Il direttore creativo dell’omonimo marchio: «Unisco vecchia scuola e modernità, con un amore quasi maniacale per il dettaglio. Punto su tessuti ricercati e sulla ricchezza del colore che sposa fantasie inedite. A Milano l’ultima collezione sarà aperta a tutti».
Il poeta Massimo Morasso: «Credo poco al visibile e molto più all’invisibile. La parola deve essere un antidoto al nullismo, in senso ascendente. Mentre la poesia oggi è sempre più autoreferenziale e punta al mercato di massa».
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