«Ratzinger trattato senza il rispetto dovuto a un Pontefice»
Il vaticanista Aldo Maria Valli: «Funerali sbrigativi e irriguardosi per non fare ombra a Francesco. Che non ascolterà chi chiede “santo subito”».
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Il vaticanista Aldo Maria Valli: «Funerali sbrigativi e irriguardosi per non fare ombra a Francesco. Che non ascolterà chi chiede “santo subito”».
Il ministro: «Puntiamo ad approvare la riforma in prima lettura almeno in una Camera. Vogliamo dialogare con le opposizioni, ma se la risposta sarà l’ostruzionismo faremo le nostre scelte come promesso agli elettori».
Lo studioso Marco Tarchi: «Migranti e crisi economica muteranno lo scenario. Meloni draghiana? Alla lunga, le gioverà. Il M5s riprenderebbe il 30% solo sotto la guida di Di Battista».
L’Agenzia delle entrate insegue il figlio della coppia ammazzata dai rapinatori in provincia di Treviso: «Pretende le spese legali non versate dal killer condannato all’ergastolo e dal ministero dell’Economia».
Il presidente di Nomisma energia: «Gli idrocarburi ora costano come un anno fa. Con il ristagno economico caleranno ancora».
Il sociologo delle religioni Massimo Introvigne stronca l’articolo della scrittrice sul Natale: «La Natività è una immagine di grande complessità, sbagliato ridurla alla banalizzazione popolare. È un’analisi piena di errori e di limiti, soprattutto sulla figura del Bambino».
Il presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri: «È troppo presto per giudicare il governo Meloni, ma deve vigilare sul dominio degli algoritmi e sull’economia della sorveglianza. La pandemia è sembrata un’esercitazione generale».
L’ammiraglio (di riserva) Nicola De Felice è uno tra gli esperti del fenomeno migratorio maggiormente ascoltati nel centrodestra italiano e non solo. Nel suo libro «Fermare l’invasione» (Herald Editore), il decano del Centro studi Machiavelli ha raccolto la maggior parte…
Saleem Ashkar, pianista israelo-palestinese scoperto da Daniel Barenboim: «Nel Conservatorio che ho fondato a Nazaret suonano musicisti che non si parlerebbero. In Ucraina sembra un’utopia, chi vieta i compositori russi però fa disastri».
Paolo Leone, figlio dell’ex presidente della Repubblica: «Per lui il politico dc venne sacrificato dallo “Stato leviatano”. Voleva dimettersi già nel 1975».
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