Online la chat del capo del Dap
Dino Petralia chiedeva all'ex capocorrente di Unicost di sponsorizzare la sua nomina alla guida della Procura di Torino e anche di far promuovere un giudice siciliano.
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Dino Petralia chiedeva all'ex capocorrente di Unicost di sponsorizzare la sua nomina alla guida della Procura di Torino e anche di far promuovere un giudice siciliano.
Ecco le chat tra Luca Palamara e Paola Balducci. Le chat tra Paola Balducci e Luca Palamara - parte uno from La Verità Le chat tra Paola Balducci e Luca Palamara - parte due from La Verità
Fuoco amico pentastellato contro il Guardasigilli. Il deputato 5 stelle Giorgio Trizzino presenta un'interrogazione parlamentare per conoscere il destino di Giuseppe Cascini e Marco Mancinetti. Ma nemmeno Roberto Fico e Alessandro Di Battista possono dirsi estranei al gioco delle nomine.
L'ira del ras di Unicost sul pm Roberto Rossi, dell'inchiesta su Banca Etruria, con lui nella giunta «antiberlusconiana», in seguito alle dichiarazioni rese alla commissione parlamentare: «Crea solo casini, però adesso va salvato».
«I magistrati per dettato costituzionale debbono essere imparziali e indipendenti, e tali valori vanno tutelati non solo con specifico riferimento al concreto esercizio delle funzioni giurisdizionali, ma anche come regola deontologica da osservarsi in ogni comportamento, al fine di evitare…
L'ex numero due del sindacato dei giudici, che criticò la legge Severino applicata retroattivamente al Cavaliere e irritò Luca Palamara: «Sistema incancrenito, gli incarichi nei due organi vanno resi incompatibili. Alla nostra categoria serve una rigenerazione etica».
Il ministro M5s annuncia novità di facciata e dice no allo scioglimento del Csm. Uno schema che per Matteo Salvini porterebbe a «una Repubblica fondata sulle correnti». Avvertimento di Luca Palamara: «Non operavo da solo».
Mimmo Truppa, esponente di Md e amante del calcio, chiese l'intercessione del pm per avere l'attore a un evento a Riccione. Ma il comico alla fine declinò: «Altri impegni».
Giovanni Legnini, sottosegretario di Matteo Renzi, poi numero due al Csm, lanciò il bando per spostarne i conti da Intesa alla pugliese. Che nel frattempo aveva acquisito la disastrata Tercas.
Nel suo ultimo libro, il leader di Iv liquida lo scandalo delle correnti come il «segreto di Pulcinella», ma invoca addirittura modifiche costituzionali. Non doveva essere lui, da premier, a riformare questa Giustizia malata? A seguire il commento di Daniele…
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