Ora la «truffa» Gedi finisce nelle carte della Corte dei conti
Lo scandalo dei presunti prepensionamenti truccati nel dossier del nuovo anno giudiziario: «Nove milioni il danno all’erario».
Lo scandalo dei presunti prepensionamenti truccati nel dossier del nuovo anno giudiziario: «Nove milioni il danno all’erario».
Bocciato l’accordo con la Procura sui prepensionamenti farlocchi del gruppo, che prevedeva 5 mesi di detenzione. Il danno da 16 milioni all’Inps per il giudice non può essere considerato «tenue». Ma i media presenti all’udienza scelgono il silenzio.
L’Istituto di previdenza (con anni di ritardo) corre ai ripari e ordina ai dipendenti in quiescenza del gruppo editoriale di rimborsare centinaia di migliaia di euro ciascuno. Intanto l’inchiesta sui super manager arranca, prescrizione più vicina.
La corsa dei manager per scaricare sui sindacalisti la colpa dei libretti di lavoro falsificati. «Ora serve un capro espiatorio».
Sott’inchiesta due impiegati dell’ente accusati di aver concesso Cigs e riposo anticipato a chi non aveva requisiti.
I suggerimenti del legale a Monica Mondardini, indagata per truffa all’Inps . E l’ex ad su Carlo De Benedetti: «Con Conte non ha sponde».
Romeo Marrocchio ieri ha presentato l’accordo per gli ammortizzatori del quotidiano di Confindustria, che lo difende. Agli atti le intercettazioni che gli valgono l’accusa di scivoli illeciti per i poligrafici di «Repubblica».
Dalle carte emerge una quinta fattispecie di malversazione in fase di preparazione.
I vertici del gruppo sotto accusa incontravano il sottosegretario Vito Crimi e curavano i rapporti con Inpgi e M5s per accedere ai fondi.
Nei guai l’ex ad del gruppo oggi controllato dagli Agnelli, il direttore generale e i vertici delle risorse umane. Le mail incastrano una dirigente: continuava ad autorizzare le note spese dopo il demansionamento fittizio.
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